Le infrastrutture a banda larga come condizione essenziale per lo sviluppo

Note per un Piano di Azione

Bozza provvisoria della sintesi (febbraio 2001)

INTRODUZIONE

Le infrastrutture a banda larga come condizione essenziale per lo sviluppo.

E’ convinzione oramai condivisa a livello internazionale che un moderno sistema di infrastrutture di telecomunicazione a banda larga costituisce una precondizione per lo sviluppo economico, sociale e culturale di ciascun paese.

LE TECNOLOGIE

Definizione di banda larga: una rete in grado di veicolare portafogli di servizi.

Definire la ‘larga banda’ in modo numerico, come retaggio di classificazioni storiche, o con stretto riferimento alle tecnologie oggi impiegate non appare come il modo migliore per caratterizzare le reti di telecomunicazione. In questo lavoro si propone un approccio orientato ai servizi per ridefinire la ‘larga banda’ partendo dai portafogli di servizi e in modo indipendente dalle tecnologie.

Esistono due tipologie chiave di servizi di comunicazione forniti all’utenza delle reti a larga banda: i servizi "streaming" ed i servizi "dati". I primi trasferiscono informazioni audio e/o video per comunicazioni interpersonali (telefonia, videotelefonia, videoconferenza) o diffusive (AudioWeb, VideoWeb, Video on Demand, telesorveglianza). I secondi fanno riferimento alle tradizionali applicazioni Internet, realizzate in modo interattivo (web browsing, commercio elettronico) e non (posta elettronica, trasferimento di archivi).

I portafogli di servizi sono informalmente definiti come gruppi di servizi di comunicazione che possono essere offerti in blocco alle diverse tipologie di utente.

Ancora sulla definizione di banda larga: i profili d’accesso per le diverse tipologie di utenza.

L’individuazione dei portafogli di servizi consente di individuare tre profili d’accesso per le diverse tipologie di utenza. Questo approccio ha il vantaggio di essere indipendente da e poter evolvere con le tecnologie impiegate per l’accesso ed il trattamento delle informazioni.

 

Profilo d’accesso ‘Base’ (entro 640 Kbit/s)

Profilo d’accesso ‘Intermedio’ (tra 640 Kbit/s e 8 Mbit/s)

Profilo d’accesso ‘Alto’ (da 8 Mbit/s a 155 Mbit/s)

Tipologia utenza

Utenza residenziale

Utenza residenziale avanzata, piccole e medie imprese ed Amministrazioni

Medie e grandi imprese ed Amministrazioni

Portafoglio servizi

Servizi dati; servizi "streaming" diffusivi a bassa qualità; servizi "streaming" interpersonali (solo audio)

Servizi dati; servizi "streaming" diffusivi ad alta qualità (utenza residenziale); servizi "streaming" interpersonali

Servizi dati; servizi "streaming" diffusivi ad alta qualità; servizi "streaming" interpersonali

Rete di accesso: ultimo miglio, ultimo metro.

Si definisce come rete d’accesso quel segmento della rete che collega fisicamente i nodi periferici ai singoli utenti, per tratte che possono andare dalle centinaia di metri a oltre 4 km. Spesso si usa identificare questo segmento di rete come ultimo miglio, proprio per sottolineare che si tratta della parte terminale della rete che collega gli utenti. Mantenendo la stessa simbologia, quando si descrivono le soluzioni in cui si giunge fino alle singole attestazioni d’utente, si usa parlare di ultimo metro.

I mezzi trasmissivi della rete d’accesso: il doppino telefonico (rame), la fibra ottica e l’etere (accesso via radio e satellitare).

Accesso in rame (doppino telefonico). E’ il mezzo trasmissivo più utilizzato. Un doppino è costituito da due fili di rame e costituisce il portante storicamente utilizzato per la telefonia analogica in area d'accesso. Attraverso il doppino si collega fisicamente la centrale locale con la sede del cliente per tratte che possono andare dalle centinaia di metri a oltre 4 km.

Negli anni ottanta una mole molto significativa di ricerca ha condotto alla definizione della tecnologia ISDN (Integrated Service Digital Network), primo esempio di introduzione delle tecniche numeriche nell'area d'accesso.

Dalla metà degli anni novanta, l'esigenza di sfruttare appieno questo portante così diffuso ha condotto allo studio ed alla realizzazione dei sistemi xDSL (x Digital Subscriber Loop). Attualmente la rete d’accesso è, per ragioni storiche, completamente di proprietà di Telecom Italia che, con pesanti investimenti tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, ha adeguato la rete in rame agli standard internazionali. Da questi dati potrebbe risultare, quindi, che la rete d’accesso in rame risulti già adeguata per l'offerta di servizi a larga banda con sistemi xDSL; riguardo a questa osservazione bisogna però tenere in conto due elementi molto importanti:

xDSL indica, quindi, un insieme di tecniche trasmissive che consentono di fornire servizi a larga banda in area d’utente utilizzando, come mezzi trasmissivi, i portanti in rame già installati. La realizzazione di un collegamento xDSL prevede la sola installazione di un trasmettitore in centrale e di un ricevitore in casa dell’utente, senza necessità di intervenire sul collegamento fisico e riducendo notevolmente i costi di fornitura dei servizi a larga banda. Inoltre, l’installazione in casa dell’utente potrebbe essere effettuata anche da personale non esperto (in particolare l’utente stesso), consentendo, in questo modo, la realizzazione e la commercializzazione di sistemi "plug & play".

ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line) è una tecnica trasmissiva asimmetrica che consente, se utilizzata al massimo delle sue potenzialità, di fornire capacità di 8 Mbit/s verso l’utente e di 800 kbit/s verso la rete, con doppini di lunghezza massima di 3 km. Con capacità inferiori verso l’utente, come quelle attualmente commercializzate a 640 kbit/s, è possibile ottenere prestazioni adeguate anche in configurazioni con doppini di lunghezza dell’ordine dei 4 km.

VDSL (Very High bit rate Digital Subscriber Line) è sostanzialmente una evoluzione dei sistemi asimmetrici ADSL verso capacità fino a 50 Mbit/s verso l’utente e dell’ordine di alcuni Mbit/s verso la rete, per doppini di lunghezza massima dell’ordine di alcune centinaia di metri.

SDSL/HDSL. I sistemi SDSL (Symmetrical Digital Subscriber Line) sono sistemi simmetrici con una larghezza di banda che può raggiungere le decine di Mbit/s. Attualmente sono disponibili offerte commerciali per i sistemi simmetrici denominati HDSL (High bit rate Digital Subscriber Line) che consentono collegamenti a 2 Mbit/s su distanze fino a 2,5 km.

Accesso in fibra ottica

Le soluzioni più attraenti a medio-lungo temine per le reti d’accesso sono quelle basate sulla fibra ottica, con cablaggi fino agli edifici, la cosiddetta FTTB (Fibre To The Building), o fino all’utente finale, la cosiddetta FTTH (Fibre To The Home).

Accesso ibrido in fibra e in rame

Talvolta, ove non sia possibile raggiungere direttamente con la fibra i singoli utenti o piccoli gruppi di essi, si può adottare una soluzione intermedia, spesso indicata in letteratura come FTTC (Fibre To The Curb), per significare appunto che la fibra giunge comunque nelle immediate vicinanze dell’utente (marciapiede, condominio, ecc.) e la distanza finale non in fibra è ridotta a poche decine o centinaia di metri al massimo. Per quest’ultimo tratto si potrà ancora utilizzare il portante in rame adottando le tecnologie xDSL.

Accesso via etere radio e satellitare

WLL (Wireless Local Loop) ed i sistemi via satellite sono tecnologie basate sull’utilizzo del mezzo radio alternative ai sistemi cellulari. Wireless Local Loop vanta costi realizzativi e gestionali ridotti, nonché un minore impatto urbanistico, dei sistemi su fibra, cavo coassiale e rame. Tra i principali ostacoli alla loro affermazione vi sono i vincoli normativi (necessità di assegnare ed acquisire le frequenze per operare) e la limitata quantità di risorse radio; inoltre, alcune tecnologie sono ancora allo stato sperimentale. I sistemi via satellite a larga banda e con canale d’interazione sono in fase di sperimentazione ed è forse prematuro asserirne l’impiego per ampi bacini d’utenza. Comunque gli investimenti nel settore avranno una ricaduta non trascurabile sul panorama dei sistemi d’accesso a larga banda, specialmente per quanto riguarda aree rurali e paesi in via di sviluppo.

La rete di raccolta

La rete di raccolta può essere utilmente realizzata con anelli in fibra ottica. Le tecnologie utilizzate sono quella SDH (Synchronous Digital Hierarchy) e quella della LAN estesa con interfacce GBE (GigaBit Ethernet).

LE STRATEGIE (PUBBLICHE E PRIVATE)

La banda larga come grande opportunità per lo sviluppo, per ridurre il divario tra le diverse aree e per ampliare i diritti di cittadinanza..

Un diffuso sviluppo infrastrutturale delle reti di telecomunicazione è un fattore di rilevanza decisiva per ciascuna area e per il superamento della perifericità e della marginalizzazione dei territori caratterizzati da un minore sviluppo economico e dei relativi sistemi produttivi e sociali, con effetti di crescita della competitività dell’intero sistema.

La possibilità di accedere alla larga banda e ai servizi costituisce una nuova forma di servizio universale e quindi è parte integrante dei diritti di cittadinanza. Una società delle opportunità e quindi più giusta viene costruita cogliendo i vantaggi offerti dall’innovazione.

Il mercato non garantisce la diffusione della banda larga in tutte le aree.

Le dinamiche spontanee del mercato, soprattutto nel nuovo contesto concorrenziale e in presenza della privatizzazione del maggiore operatore di telecomunicazioni, non sono in grado di garantire in numerose realtà locali sufficienti investimenti in infrastrutture. Da ciò la necessità dell’intervento pubblico, con politiche volte ad incentivare e favorire questo tipo di investimenti soprattutto nelle aree scarsamente remunerative.

La rete a larghissima banda per università e centri di ricerca.

La rete a larghissima banda per università e centri di ricerca è finalizzata alla sperimentazione allargata di soluzioni innovative di networking (meccanismi di sicurezza, classi di servizio differenziate, garanzia di qualità, reti multicast ecc.) e di applicazioni multimediali avanzate. Oltre a costituire un sofisticato strumento di lavoro per i vari nuclei di ricerca, la realizzazione di questo obiettivo si presenta fondamentale per la nascita di industrie nazionali di software innovativo in ambito di telelavoro, teledidattica e telemedicina, e può costituire il modello di un sistema di accesso a larga banda a biblioteche e musei, per la creazione di un sistema nazionale di archivi digitali interconnessi in grado di valorizzare il nostro patrimonio artistico e letterario. In tal senso, il Murst nel suo Programma Nazionale di Ricerca ha evidenziato la priorità della Rete di Ricerca (Garr-G) per la ricerca e la formazione.

Un importante passo in avanti in questa direzione è stato compiuto con il documento eEurope 2002 e con il disegno di legge collegato alla legge finanziaria 2000 in materia d’istruzione, formazione, ricerca e innovazione tecnologica: tale disegno prevede la realizzazione di una rete di telecomunicazione – basata su una struttura nazionale e internazionale a larghissima banda – finalizzata ad applicazioni avanzate per la ricerca scientifica e tecnologica, la formazione universitaria e le annesse attività di supporto. Al fine di realizzare e gestire la rete è previsto un apposito Istituto Nazionale per la Rete dell’Università e della Ricerca.

Società dell’informazione e Unione europea. Il Piano eEurope2002. La posizione dell’Italia.

Sin dai primi anni novanta, caratterizzati dalle politiche per la liberalizzazione, l’Unione europea ha riconosciuto alla Società dell’informazione un ruolo decisivo nella strategia di sviluppo nazionale e regionale (Rapporto Delors e Bangemann). Conferma della sempre maggiore importanza attribuita alla società dell'informazione nella politica di sviluppo regionale è emersa anche nell’iniziativa della Commissione europea "eEurope – Una società dell’informazione per tutti" e nel nuovo quadro normativo sui Fondi strutturali. La presidenza svedese ha presentato una bozza di documento per il prossimo vertice di Stoccolma in cui lo sviluppo della banda larga (e la possibilità di utilizzare i fondi strutturali) è al primo posto tra le priorità.

L’Italia è stato tra i Paesi che con maggiore convinzione hanno richiesto la possibilità di utilizzare i Fondi strutturali per favorire investimenti nelle aree disagiate. Il documento elaborato dal Ministero del tesoro relativo al Quadro comunitario di sostegno delle regioni italiane dell’obiettivo 1 per il periodo 2000-2006 riconosce la possibilità di utilizzare i Fondi strutturali per favorire lo sviluppo della banda larga nelle aree disagiate.

I Piani dei dei singoli Stati.

Numerosi Paesi (tra questi Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia) stanno considerando l’avvio di misure specifiche per sviluppare reti a larga banda per aumentare efficienza e generare crescita economica. Sebbene le politiche adottate differiscano da paese a paese, si registrano numerose iniziative volte a spingere il mercato alla realizzazione delle nuove infrastrutture anche con forme di sostegno pubblico. Due stati europei: Svezia e Norvegia hanno lanciato Piani nazionali per lo sviluppo delle infrastrutture a banda larga. La Francia ha commissionato un Rapporto (Bourdier Report, 31 marzo 2000) che sia di fondamento per la realizzazione di politiche e strategie pubbliche. Il Regno Unito e la Svezia stanno valutando la possibilità di avviare una politica di sovvenzioni pubbliche e sgravi fiscali per incrementare la creazione di network ad alta velocità in aree rurali o depresse. L’Irlanda si è servita di fondi europei per estendere la larga banda anche alle zone remote ed economicamente svantaggiate (anche Telecom Italia ha utilizzato Fondi relativi alla programmazione 1994-99).

Tutti i paesi sembrano concordi sul fatto che la domanda pubblica di connessioni può favorire lo sviluppo delle infrastrutture.

Negli Stati Uniti il recente (agosto 2000) rapporto curato dalla FCC pur tracciando un bilancio sostanzialmente positivo della diffusione e la realizzazione delle infrastrutture a larga banda su tutto il territorio federale, sottolinea come alcune aree geografiche e alcune fasce sociali siano a rischio di esclusione e raccomanda anche l’attuazione di programmi federali, statali o locali volti ad incentivare la realizzazione delle infrastrutture. In Canada, il Governo ha istituito una task force (National Broadband Task Force) che affiancherà il governo nella realizzazione dell’obiettivo di fornire Internet a larga banda a tutte le comunità canadesi entro il 2004.

Fondi strutturali, sviluppo regionale e infrastrutture di telecomunicazioni.

La Comunicazione della Commissione "Linee direttrici per i programmi del periodo 2000-2006"; il Piano di azione europeo "eEurope 2002"; il documento tecnico della Commissione "Società dell’informazione e sviluppo regionale. Interventi del FESR nel periodo 2000-2006. Criteri per la valutazione dei programmi" esprimono il riconoscimento che un cofinanziamento diretto di progetti relativi alle infrastrutture di telecomunicazione può essere giustificato laddove c’è una chiara esigenza di interventi pubblici poiché il mercato non è riuscito a risolvere una situazion, caratterizzata da problemi specifici: zone rurali, periferiche o scarsamente popolate, in cui più modesti sono i tassi di utilizzo e le rese degli investimenti.

Tali investimenti devono essere gestiti in maniera tale da non creare distorsioni alla concorrenza e devono essere connessi ad una strategia unica ed integrata che tenga conto delle caratteristiche delle strutture socio-economiche regionali.

Installazione di infrastrutture di telecomunicazione: normativa nazionale e ruolo delle Autorità.

Le principali disposizioni che disciplinano l’attività di installazione di infrastrutture di telecomunicazione sono: la legge 249/97 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo); il decreto del Presidenza della Repubblica 318/97 (Regolamento per l'attuazione di direttive comunitarie nel settore delle telecomunicazioni); la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 1999 (Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici).

A ciò vanno aggiunte le deliberazioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni soprattutto in tema di liberalizzazione dell’ultimo miglio.

Le Autorità competenti per il settore (AGCM, AGCM) hanno il compito di garantire l’applicazione delle regole a salvaguardia della concorrenza e del pluralismo.

Individuare le Nuove Segmentazioni di Mercato; un’infrastruttura adeguata alle necessità. Elementi per la definizione delle strategie pubbliche e degli operatori privati.

Allo stato attuale, esistono varie opzioni di sviluppo delle infrastrutture di rete: tutte hanno in comune l’obiettivo di consentire un adeguato potenziamento con il fine di soddisfare la richiesta di servizi a banda larga ipotizzabile già da un prossimo futuro. Ecco le possibili opzioni di sviluppo:

- Sviluppo delle infrastrutture di accesso di tipo ottico

- Sviluppo delle infrastutture di accesso di tipo xDSL

- Sviluppo delle infrastutture di accesso di tipo WLL

I compiti delle regioni, dei comuni delle province.

Gli enti territoriali, soprattutto le regioni, ma anche i comuni e le province, possono esercitare un ruolo decisivo per lo sviluppo delle infrastrutture a banda larga.

Le tappe prioritarie per un piano di lavoro per ora individuate sembrano essere:

Ciascuna regione potrebbe utilizzare risorse pubbliche, nel rispetto dei piani di sviluppo territoriale e delle regole sulla concorrenza, nei casi in cui gli investimenti privati risultino assenti o insufficienti. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di effettuare bandi di gara per acquistare i servizi di telefonia da quegli operatori che si impegnano a investire nelle infrastrutture. In altri termini la domanda pubblica può costituire un fattore estemamente importante (del resto evidenziato nei documenti dei diversi paesi). Nei paesi del Nord America gli operatori sembrano utilizzare gli allacciamenti a grandi consumatori di servizi di telecomunicazioni (anchor tenant) per estenderli anche ad altre attività economiche, soggetti pubblici, organizzazioni non profit o singoli cittadini che risiedono nella stessa area. Infine non può essere escluso l’intervento diretto di società a capitale pubblico o misto dirette alla creazione di reti locali.

Governo centrale e leadership dei processi.

Il Governo centrale, e in particolare la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero del tesoro, il Ministero delle comunicazioni, il Ministero dell’industria dopo aver svolto un’azione importante a livello internazionale possono promuovere innanzitutto la costituzione di un tavolo di lavoro comune con gli enti territoriali e le parti sociali per concordare strategie nazionali. In particolare:

In questa direzione potrebbe operare anche il gruppo di lavoro sulla Società dell’informazione previsto dal Ministero del tesoro nell’ambito delle politiche relative all’utilizzo dei fondi strutturali.

Sviluppo dei servizi a banda larga e regolamentazione

Sul piano della regolamentazione si pongono con urgenza i temi del recente dibattito sulle modalità con cui garantire, nell'ambito del mercato nazionale delle telecomunicazioni, agli operatori del settore concorrenti con l'ex-monopolista effettive possibilità di l'accesso alle tecnologie per la fornitura di servizi a banda larga Assume un'importanza fondamentale per lo sviluppo di un libero mercato, per la tutela dei consumatori, ma anche per lo sviluppo economico, sociale e culturale dell'intero paese creare le condizioni necessarie per un'effettiva pluralità di offerta dei servizi di accesso a banda larga. Garantire un libero mercato ed effettive possibilità di sviluppo di questi servizi appare inoltre indispensabile per un aumento della capacità delle imprese del settore di competere a livello internazionale.

 

Profilo d’accesso ‘Base’ (entro 640 Kbit/s)

Profilo d’accesso ‘Intermedio’ (tra 640 Kbit/s e 8 Mbit/s)

Profilo d’accesso ‘Alto’ (da 8 Mbit/s a 155 Mbit/s)

Tipologia utenza

Utenza residenziale

Utenza residenziale avanzata, piccole e medie imprese ed Amministrazioni

Medie e grandi imprese ed Amministrazioni

Portafoglio servizi

Servizi dati; servizi "streaming" diffusivi a bassa qualità; servizi "streaming" interpersonali (solo audio)

Servizi dati; servizi "streaming" diffusivi ad alta qualità (utenza residenziale); servizi "streaming" interpersonali

Servizi dati; servizi "streaming" diffusivi ad alta qualità; servizi "streaming" interpersonali


Forum per la Società dell'Informazione: Daniela Battisti, Gabriella Mazzei, Giuseppe Rao

Fondazione Ugo Bordoni: Marco Carbonelli, Sabrina Cioffi, Giacinto Dammicco, Wolfango Maggi, Franco Menaglia, Isabella Palombini, Andrea Pannone, Daniele Perucchini, Giuseppe Russo, Paolo Talone, Roberto Winkler.

Fonte: Governo Italiano


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