
PIANO REGOLATORE NAZIONALE
DELLE TELECOMUNICAZIONI
PREMESSA
Il Nuovo Piano Regolatore Nazionale delle Telecomunicazioni risponde
ad una esigenza largamente avvertita di unificazione ed aggiornamento
dai vigenti Plani Regolatori Nazionali Telefonico e Telegrafico
scaduti nel 1987.
Il nuovo Piano pertanto incorpora, unificandoli, i contenuti essenziali
dei precedenti Piani Regolatori, con i quali si raccorda, e ne
traccia i più significativi elementi evolutivi caratterizzati
dalla numerizzazione e imposti dallo sviluppo tecnologico, che
ha provocato, negli ultimi anni, radicali cambiamenti di scenario.
Ciò ha comportato anche una nuova definizione dei servizi
di TLC, sia per completarne la tipologia, sia per tenere conto
delle metodologie di classificazione utilizzate a livello internazionale,
ritenute queste ultime più idonee a rappresentare l'evoluzione
dei servizi stessi e gli ambiti nei quali il relativo espletamento
si colloca (cfr. Articoli 2 e 3).
Detto approccio ha consentito di non associare più rigidamente,
come per il passato, i singoli servizi alle varie reti utilizzate
per la loro fornitura ma, in coerenza con la multifunzionalità
degli impianti che deriva dal processo di integrazione, di riassumere
in concetti organici, non legati al contingente, tutte le varie
possibili espressioni cosi dei servizi come delle reti che li
supportano.
Par quanto riguarda le reti, attraverso la nozione della relativa
architettura (cfr. Articolo 7), che fornisce il accordo tra le
funzioni (cfr. Articolo 4) e gli impianti delle reti stesse (cfr.
Articoli 5 e 6), è stato possibile delineate con uniformità
di impostazione la evoluzione della rete di TLC nelle sue espressioni
più avanzate, quali ISDN, rete intelligente, larga banda,
radiomobli, segnalazione e/o canale comune (cfr. Articoli 8-13).
La evoluzione tecnologica ha consentito altresì di superare
l'esigenza di organizzare la rete in modo gerarchico con nodi
di commutazione aventi rigida connessione con la suddivisione
del territorio.
Ne è seguita la possibilità di delineate un assetto
futuro (collocato nella seconda metà degli anni '90) caratterizzato
da una notevole indipendenza tra la suddivisione del territorio
e la connessa struttura tariffaria, i piani di numerazione e la
dislocazione degli impianti (cfr. Articoli 14 e 15).
Di qui l'individuazione del concetto di un'area locale, in sostituzione
di quelli di area urbana e di settore, al fine di ridurre le disomogeneità
attuali in termini territoriali e di facilitare l'introduzione
di nuovi principi tariffari, in armonia anche con l'evoluzione
che sul tema si registra in ambito europeo.
Inoltre è stata prevista l'introduzione di un sistema di
numerazione "chiuso" anch'esso in linea con gli indirizzi
internazionali - conseguente al processo di integrazione delle
reti e dei servizi.
Relativamente al tema della qualità il nuovo Piano, oltre
a richiamare le caratteristiche essenziali dei terminali per i
servizi pubblici telefonico e telex, definisce le prestazioni
della rete e ne fissa gli obiettivi di progetto considerando,
in aggiunta ad altri fattori già presenti nei Piani vigenti,
anche i parametri relativi al sistema radiornobile, alle connessioni
numeriche a 64 kbit/s, alle connessioni a pacchetto ed alle connessioni
via satellite (cfr. Articoli 18-20). La maggiore completezza dei
parametri a disposizione qualifica pertanto, anche per questo
aspetto, la nuova formulazione del Piano rispetto a quella precedente.
Le definizioni adottate, pur essendo in linea con le raccomandazioni
internazionali, non sempre ne ripetono puntualmente il testo per
l'esigenza avvertita di generalizzarne li campo di applicazione
ed armonizzarle con le vigenti normative.
Articolo 1
OGGETTO DEL PIANO
Oggetto del presente Piano Regolatore è la definizione
delle caratteristiche generali e di struttura del sistema di impianti
esistente, costituito ed esercito al fine di espletare i servizi
di telecomunicazioni, e della relativa evoluzione.
Il Piano definisce inoltre le condizioni tecniche per l'utilizzazione
dei servizi portanti della rete pubblica da parte dei fornitori
di servizi applicativi e/o a valore aggiunto.
Articolo 2.
SERVIZI DI TELECOMUNICAZIONI
Premesso che le telecomunicazioni comprendono ogni trasmissione,
emissione o ricezione di segnali rappresentanti segni, scritti,
immagini, suoni di ogni natura attraverso cavo, mezzi radioelettrici,
ottici o altri sistemi elettromagnetici, ai fini del presente
Piano Regolatore i servizi di telecomunicazioni sono classificati
come segue:
- Servizi portanti: si definisce servizio portante un servizio
offerto da una rete di telecomunicazioni per il trasferimento
di informazioni tra terminazioni di rete, quali definite all'Articolo
6. Ciascun servizio portante è definito da una serie di
attributi, generali e di dettaglio, che ne specificano le caratteristiche.
L'Allegato 1 illustra il metodo degli attributi e la sua applicazione
ad alcuni servizi portanti
- Teleservizi: si definisce teleservizio un servizio di telecomunicazioni,
che fornisce la completa capacità di comunicazione tra
terminali secondo procedure normalizzate a livello internazionale,
che riguardano sia i protocolli di comunicazione sia il trattamento
dell'informazione. Ai fini del presente Piano Regolatore rientrano
in questa categoria i seguenti teleservizi:
il Servizio telefonico: esso fornisce agli utenti, attraverso
la rete, la possibilità di effettuare una conversazione
fonica bidirezionale da posti fissi e mobili.
il servizio telex: è un servizio telegrafico che fornisce
agli utenti, attraverso la rete, la possibilità di comunicare
direttamente o temporaneamente tra di loro, utilizzando terminali
telegrafici di tipo "start-stop" a 50 baud e l'alfabeto
internazionale telegrafico n.2.
Gli altri teleservizi sono assimilati ai sevizi applicativi e/o
a valore aggiunto di cui al punto d).
- Servizi supplementari ai sevizi portanti e ai teleservizi:
si definisce servizio supplementare un servizio che non è
realizzabile separatamente da un servizio portante o da un teleservizio
(ai fini del presente: piano, teleservizi telefonico e telex),
dei quali, attraverso funzioni aggiuntive realizzate all'interno
della rete; si modificano o cornplementano le caratteristiche.
Esempi di sevizi supplementari sono riportati in Allegato 1.
- Servizi applicativi e/o a valore: aggiunto: si definiscono
servizi applicativi e/o a valore: aggiunto i servizi non compresi
in a), b) e c), siano essi normalizzati o non, che includono funzionalità
di livello superiore a quello dei servizi portanti, realizzati
dalla rete, dai terminali o da centri specializzati.
Esempi di servizi applicativi e/o a valore aggiunto sono riportati
in Allegato 1.
Le definizioni sopra elencate sono applicabili anche ai servizi
a larga banda, analogici o numerici. L'Allegato 2 elenca possibili
categorie di servizi e tipi di informazioni relativi a comunicazioni
a larga banda.
Ferma restando la validità generale delle definizioni suddette,
va altresì indicato che in Italia - tra i servizi gestiti
in esclusiva della Amministrazione P.T. - si colloca anche il
servizio dei telegrammi che consente, a chiunque ne faccia richiesta,
di trasmettere scritti che rispondono a determinate caratteristiche.
Articolo 3
ESPLETAMENTO DEI SERVIZI
Ai fini dell'espletamento dei servizi, il presente Piano considera
in particolare quelli definiti nei punti a) b) e c) del precedente
Articolo 2 che sono in monopolio dello Stato e vengono forniti
in regime diretto o tramite concessione ad uso pubblico.
Peraltro alcuni servizi rientranti nella categoria a) costruiscono
un'offerta competitiva in quanto, pur rientrando la loro realizzazione
nella esclusività del gestore pubblico, le relative funzionalità
aggiuntive possono essere realizzate in forme similari anche da
apparati d'utente: (ad es. Centrex, selezione abbreviata).
Il presente Piano non tratta l'espletamento dei servizi di cui
al punto d) dell'Articolo 2 che sono offerti in regime di concorrenza
fermo restando che tutti i servizi applicativi e/o a valore aggiunto
debbono utilizzare i servizi portanti forniti in regime di monopolio
di cui al punto a) dell'Articolo 2 utilizzando le interfacce tecniche
stabilite nelle apposite normative del Ministero P.T.
I servizi di cui al punto d) dell'Articolo 2 possono essere realizzati
dallo stesso gestore anche mediante integrazione delle relative
funzioni nella rete, nei terminali o in Centri Servizi.
Articolo 4
FUNZIONI DELLA RETE DI TELECOMUNICAZIONI
La fornitura dei servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico
richiede le seguenti principali funzioni elementari, presenti
in misura dipendente dallo specifico servizio, nella rete pubblica
di telecomunicazioni costituita da nodi e collegamenti.
A) FUNZIONI DI CONNESSIONE COMMUTATA
Si definisce funzione di connessione commutata li complesso di
funzioni che presiedono alle operazioni di interconnessione degli
accessi d'utente e/o dei collegamenti di giunzione fra centrali.
Nell'ambito delle funzioni di connessione commutata valgono le
seguenti definizioni:
Si definisce funzione di connessione locale (FCL) li complesso
delle funzioni necessarie a realizzare il trattamento degli accessi
di utente ed il loro eventuale adattamento alle caratteristiche
dei teleservizi e servizi portanti commutati offerti dalla rete,
nonché l'interconnessione degli accessi di utente fra loro
e con i collegamenti di giunzione tra centrali.
Si definisce funzione di connessione di transito (FCT) il complesso
delle funzioni necessarie per realizzare la interconnessione tra
collegamenti di giunzione. Una funzione di connessione di transito
può essere di uno dei seguenti tipi:
funzione di connessione di transito nazionale (FCN): quando si
riferisce al complesso delle funzioni necessarie per realizzare,
indipendentemente dalla distanza la interconnessione tra i collegamenti
di giunzione in ambito nazionale.
funzione di connessione di transito internazionale (FCI): quando
si riferisce al complesso delle funzioni necessarie per realizzare
la interconnessione sia tra i collegamenti di giunzione nazionali
e quelli internazionali, sia tra collegamenti di giunzione internazionali.
Le funzioni di connessione commutata possono operare con modalità
a commutazione di circuito, di pacchetto e di messaggio per l'espletamento
dei servizi portanti commutati dei relativi servizi supplementari.
B) FUNZIONI DI CONNESSIONE DIRETTA
Si definisce funzione di connessione diretta il complesso di funzioni
che presiedono alla costituzione di un circuito diretto per l'espletamento
di servizi portanti.
Le modalità di costruzione del collegamento possono essere
su domanda, su prenotazione o permanenti, mentre la configurazione
della comunicazione può essere sia punto-punto sia punto-multipunto.
Ciò dipende dalle caratteristiche e dagli attributi del
servizio portante richiesto dall'utente.
Nell'ambito delle funzioni di connessione diretta valgono le seguenti
definizioni:
Si definisce funzione di accesso il complesso delle funzioni necessarie
a realizzare il trattamento degli accessi di utente ed il loro
eventuale adattamento alle caratteristiche dei servizi portanti
su circuito diretto offerti dalla rete.
Si definisce funzione di connessione permanente e/o semipermanente
il complesso di funzioni atte a collegare tra loro in modo manuale
o automatico i flussi informativi provenienti dagli accessi d'utente.
Esse comprendono anche le capacità di configurazione delle
risorse di rete per la realizzazione, il mantenimento e il ripristino
dei collegamenti diretti.
C) FUNZIONI DI SEGNALAZIONE
Si definisce funzione di segnalazione il complesso di funzioni
necessarie per la realizzazione dei vari sistemi di segnalazione
descritti nell'Articolo 17 necessari alla fornitura dei diversi
servizi di telecomunicazioni.
Il sistema di segnalazione su canale comune utilizza le funzioni
di Punti di Segnalazione e Circuiti di segnalazione. II Punto
di Segnalazione (PS) si identifica in una centrale di commutazione
o, comunque, in un nodo della rete di telecomunicazioni che realizza
le funzioni del sistema di segnalazione su canale comune. I Circuiti
di Segnalazione interconnettono i Punti di Segnalazione per consentire
il trasporto dei messaggi di segnalazione su canale comune.
Un Punto di Segnalazione può operare, nel trattamento di
un messaggio, in uno dei due modi Seguenti:
"Modo Terminale": opera in tale modo un Punto di Segnalazione
quando in esso una funzione di Parte di Utilizzazione residente
origini o riceva messaggi.
"Modo Transito": opera in tale modo un Punto di Segnalazione
quando commuti i messaggi senza interessare alcuna Parte di Utilizzazione
residente. Tale funzione viene denominata "Punto di Trasferimento
della Segnalazione: (PTS)".
Uno stesso Punto di Segnalazione può altresì operate
in ambedue i modi descritti, per diversi messaggi di segnalazione.
Un Punto di Segnalazione (PS) può essere dotato di Funzioni
di Indirizzamento Logico (FIL), capaci di tradurre un indirizzo
logico (ad es. cifre di selezione) in un Codice di Punto di Segnalazione.
D) FUNZIONI DI "RETE INTELLIGENTE"
La architettura di "rete intelligente" si basa sulle
seguenti funzioni elementari che possono essere realizzate nei
nodi della rete di telecomunicazioni:
Funzioni di Punto di Accesso ai Servizi (PAS) per esecuzione di
azioni elementari relative alla fornitura di un servizio.
Funzioni di Punto di Controllo dei Servizi (PCS) per l'esecuzione
di funzioni "intelligenti" più complesse e meno
ripetitive connesse alla fornitura di un servizio e per il comando
delle azioni elementari conseguenti nel PAS.
Funzioni di trasporto: esse consentono il trasporto delle informazioni
di dialogo tra PAS e PCS.
E) FUNZIONI SPECIFICHE PER I SERVIZI RADIOMOBILE
La funzioni specifiche di rete che permettono, in aggiunta a quelle
descritte negli altri punti del presente Articolo, la fornitura
dei servizi radiomobile terrestre, marittimo o aereo - anche a
mezzo satellite - svolti sia con terminali a bordo di mezzi mobili,
sia con terminali personali portatili qualunque sia la loro posizione
nelle aree coperte dal servizio sono:
Funzione di accesso ai canali radio: consente alla rete di rendere
disponibili le risorse radio in relazione alla specifica tecnica
di accesso (singolo canale per portante radio o accesso multiplo
a divisione di tempo);
Funzione di identificazione dell'utente: consente alla rate di
individuare univocamente l'utente mobile quando questo richiede
un accesso;
Funzione di aggiornamento automatico della posizione: consente
alla rete di avere un aggiornamento continuo, nella appropriata
base di dati, della posizione dell'utente mobile;
Funzione di commutazione automatica del canale radio: consente
all'utente mobile di mantenere la connessione con la rete nel
passaggio da un'area ad un'altra adiacente o quando la qualità
del canale impegnato risulti degradata.
L'insieme delle funzioni effettivamente impiegate e 1e modalità
di espletamento del servizio (in particolare chiamate e/o connessioni
unidirezionali - da fisso a mobile e viceversa - o bidirezionali)
dipendono dalla specifica applicazione.
F) FUNZIONI DI GESTIONE
La - gestione delle telecomunicazioni comprende l'insieme delle
attività volte al perseguimento della migliore qualità
di servizio e alla massima utilizzazione delle risorse impiantistiche
ed operative. Le principali funzioni di gestione riguardano:
- l'esercizio e la manutenzione degli elementi di rete;
- la gestione dei servizi, compreso il controllo, ove appropriato,
da parte dall'utente di parametri di gestione dei servizi a lui
forniti;
- la supervisione, misura e gestione del traffico;
- la gestione della tassazione;
- la pianificazione e la progettazione;
- l'allocazione dinamica della capacità trasmissiva dei
sistemi via satellite nell'impiego orientato alla rete.
G) FUNZIONI D'OPERATORE
Tali funzioni consentono ad un operatore di interagire con le
altre funzioni della rete di telecomunicazioni e con uno o più
utenti.
Un utente può avvalersi delle funzioni d'operatore scambiando
informazioni sia per ottenere la fornitura di un servizio di telecomunicazioni
(ad es. per effettuare una chiamata su base prenotazione) sia
per ottenere informazioni di vario tipo. L'intervento d'operatore
può essere esplicitamente richiesto dall'utente o può
avvenire in modo automatico, in base a procedure prefissate (ad
esempio per fornire assistenza in caso di difficoltà nelle
procedure di accesso al servizio).
Articolo 5
CENTRALI DI COMMUTAZIONE ED ALTRI NODI DELLA RETE DI TELECOMUNICAZIONI
Dicesi Centrale di -commutazione il complesso degli impianti necessari,
in un nodo della rete, per realizzare l'interconnessione fra i
collegamenti ad essa attestati e della relative infrastrutture,
ivi comprese quelle edili. Premesso che gli impianti costituenti
una singola centrale possono essere concentrati o distribuiti
sul territorio a seconda del sistema di commutazione e della convenienza
tecnico-economica, convenzionalmente, ai fini della redazione
dei piani tecnici, si considera centrale di commutazione anche
sottoinsieme di impianti, avente una capacità di almeno
500 utenti, collocato in un'unica sede facente parte di un sistema
distribuito.
Le centrali di commutazione che svolgono funzioni di connessione
locali (FCL) prendono il nome di Centrali Locali (CL).
La centrali di commutazione che svolgono funzioni di connessione
di transito (FCT) prendono il nome di Centrali di Transito (CT).
Le centrali di transito che sono specializzate per svolgere funzioni
di connessione di transito internazionale (FCI) prendono il nome
di Centrali Internazionali (CI).
Una stessa centrale di Commutazione può essere dedicata
ad una sola funzione o svolgere più funzioni contemporaneamente.
Le funzioni di connessione commutata possono operare a modalità
di commutazione di circuito, di pacchetto e di messaggio per l'espletamento
dei servizi portanti offerti dalla rete di telecomunicazioni.
Una centrale di commutazione dotata di segnalazione su canale
comune è un Punto di Segnalazione che opera nel Modo Terminale;
essa può, in aggiunta, svolgere funzioni PTS, PAS e PCS,
di cui all'Articolo 4.
Un nodo della rete di telecomunicazioni dedicato a funzioni PTS
è un Punto di Segnalazione che opera normalmente in modo
Transito ma che, per alcune applicazioni (funzioni di gestione,
funzioni di indirizzamento logico, ecc.) può operare anche
in modo Terminale.
Alcune funzioni, quali quelle di Punto di Controllo dei Servizi
(PCS), possono essere realizzate in nodi della rete di telecomunicazioni
che non svolgono compiti di centrale di commutazione.
Le funzioni per i servizi radiomobili di cui all'Articolo 4 vengono
normalmente svolte utilizzando, in aggiunta alle centrali di commutazione
e agli altri nodi di cui sopra, elementi specifici, quali ad esemplo
le stazioni radio-base.
Articolo 6
COLLEGAMENTI DELLA RETE DI TELECOMUNICAZIONI
Ai fini del presente Piano i collegamenti della rete di telecomunicazioni
sono così classificati:
Collegamenti di accesso
I collegamenti di accesso vengono realizzati, utilizzando apparecchiature
e mezzi trasmissivi della rete di telecomunicazioni, tra le terminazioni
di rete e i nodi di cui all'Articolo 5.
Si definisce terminazione di rete il punto della rete di telecomunicazioni
accessibile all'utenza per la connessione delle apparecchiature
d'utente e in corrispondenza del quale sono offerti i servizi
portanti di cui all'Articolo 2. Una terminazione di rete partecipa,
di norma, allo svolgimento di alcune delle funzioni gestionali
della rete di cui all'Articolo 4, punto F (ad es. funzioni di
esercizio e manutenzione).
Collegamenti di giunzione
I collegamenti di giunzione vengono realizzati, utilizzando apparecchiature
e mezzi trasmissivi della rete di telecomunicazioni, tra i nodi
della rete di telecomunicazioni di cui all'Articolo 5.
Ai fini del presente Piano i collegamenti da urente a utente sono
così classificati:
Collegamenti commutati
L'istradamento del traffico tra utenti collegati, mediante i collegamenti
di accesso, alla stessa Centrale Locale viene realizzato utilizzando
le funzioni di connessione locale.
L'instradamento del traffico. tra utenti collegati, mediante i
collegamenti di accesso, a due diverse Centrali Locali può
avvenire sia su di un collegamento di giunzione tra le stesse
centrali locali sia attraverso una o più centrali di transito
e relativi collegamenti di giunzione utilizzando le funzioni di
connessione locale e di transito.
Collegamenti diretti
I collegamenti diretti tra utenti vengono realizzati utilizzando
i mezzi trasmissivi della rete di telecomunicazioni (cavi, ponti
radio, satelliti, ecc.), eventualmente interconnessi con le funzioni
di connessione dirette.
Nel contesto della realizzazione dei collegamenti di cui al presente
Articolo i sistemi via satellite costituiscono una componente
della rete di telecomunicazioni che consente le seguenti modalità
di impiego:
Impiego orientato alla rete: il sistema via satellite fornisce
alla rete di Telecomunicazioni delle risorse, per lo smaltimento
del traffico tra centrali di commutazione. La capacita trasmissiva
del sistema via satellite può essere gestita in maniera
integrata, anche con criteri di allocazione dinamica della capacità,
a livello di giunzione tra centrali per una molteplicità
di servizi portanti.
Impiego orientato all'utente: consente all'utente di interfacciarsi
al sistema via satellite direttamente (antenna individuale) o
attraverso una linea d'accesso ad una stazione di Terra collettiva.
Le due modalità indicate possono essere realizzate utilizzando
in tutto o in parte lo stesso sistema via satellite.
Articolo 7
ARCHITETTURA DELLA RETE
L'architettura generale della rete nella sua evoluzione verso
l'ISDN risulta dalla distribuzione sul territorio delle funzioni
indicate all'Articolo 4, localizzate nelle centrali di commutazione
e negli altri nodi della rete di telecomunicazioni di cui all'Articolo
5, e dalla interconnessione di tali nodi tra loro e con 1e terminazioni
di rete mediante i collegamenti di cui all'Articolo 6.
La fornitura di un servizio di telecomunicazioni richiede normalmente
l'utilizzazione di funzioni e collegamenti appartenenti ad una
o più delle seguenti architetture:
L'architettura della rete di connessione, che comprende i collegamenti
di accesso dai terminali e sistemi d'utente (sia fissi che mobili)
ai nodi della rete di telecomunicazioni, i collegamenti di giunzione
tra tali nodi e le funzioni di connessione commutata o diretta.
L'architettura della rete di segnalazione a canale comune, che
comprende le funzioni di Punto di Segnalazione, operanti in modo
terminale ed in modo transito, interconnesse mediante Circuiti
di Segnalazione.
L'architettura della rete intelligente, che comprende le funzioni
di Punto di Accesso ai Servizi, di Punto di Controllo dei Servizi
e le funzioni di trasporto delle informazioni di dialogo tra questi.
L'architettura della rete di gestione, che comprende entità
funzionali situate negli elementi di rete, sistemi di mediazione
e sistemi di supporto, che cooperano mediante l'impiego di appropriate
funzioni di trasporto dell'informazione.
Dettagli sulle reti sopra riportate figurano nei successivi Articoli
8-11; i punti chiave relativi alla ISDN ed al supporto dei segnali
a larga banda sono indicati rispettivamente negli articoli 12
e 13.
Articolo 8
RETE DI CONNESSIONE
Al fini del presente Piano si definisce rete di connessione l'insieme
del nodi della rete di telecomunicazioni, dei collegamenti di
accesso e di quelli di giunzione atti alla fornitura dei servizi
di telecomunicazioni di cui all'Articolo 2. I nodi della rete
realizziamo le funzioni di connessione (sia commutata sia diretta)
di cui all'Articolo 4 punto A). I collegamenti della rete di telecomunicazioni
costituiscono le infrastrutture di trasmissione, che possono essere
condivise da più servizi di telecomunicazioni.
Il processo di numerizzazione delle infrastruttura di trasmissione
e di commutazione comporta una evoluzione della rete di connessione
attuale verso una struttura che deve essere ottimizzata da un
punto di vista globale: tecnico-economico-gestionale.
Per quanto concerne la rete di connessione telefonica e la sua
evoluzione verso la ISDN, sarà adottata una struttura di
rete articolata su due livelli, utilizzando l'omogeneità
tecnologica di tutti gli elementi numerici della rete e le caratteristiche
di flessibilità funzionale dei sistemi di commutazione.
I due livelli saranno così caratterizzati:
- una delle funzioni di connessione locale (come definita nell'Articolo
4, punto A); essa è costituita dai collegamenti di accesso,
dalle Centrali Locali e dai collegamenti di giunzione tra le stesse
e verso le Centrali di Transito;
- l'altro da funzioni di connessione di transito nazionale (come
definite nell'Articolo 4, punto A); esso è costituito dalle
Centrali di Transito e dai collegamenti di giunzione tra le stesse
e verso le Centrali Internazionali.
In armonia con gli obiettivi di ottimizzazione, l'evoluzione della
rete telefonica attuale avverrà secondo le seguenti linee
di indirizzo:
- riduzione del numero di Centrali Locali sfruttando la capacità
de moderni sistemi di commutazione di concentrare o distribuire
sul territorio gli impianti costituenti una singola centrale a
secondo della convenienza tecnico-economica. Le Centrali Locali
potranno essere collegate direttamente tra di loro mediante collegamenti
di giunzione;
- costituzione di un numero limitato di Centrali di Transito
interconnesse con una rete di collegamenti di giunzione fittamente
magliata;
- adozione di tecniche di istradamento che garantiscano un elevato
grado di flessibilità e possibilità di riconfigurazione
della rete in situazioni anomale (ad es. del tipo dinamico-non
gerarchico);
- costituzione di un numero ridotto di Centrali Internazionali
collegate tra loro a maglia con funzioni di interconnessione tra
la rete internazionale e quella nazionale. Collegamenti di giunzione
internazionali direttamente attestati a centrali di commutazione
adibite all'espletamento del traffico nazionale potranno essere
reindirizzati in funzione di considerazioni tecnico-economiche.
L'Allegato 3 schematizza la struttura attuale della rete telefonica
relativamente all'espletamento del traffico nazionale e ne delinea
la struttura obiettivo da perseguire con la evoluzione del processo
di numerizzazione. La realizzazione della predetta struttura,
congiuntamente ad un appropriato piano degli istradamenti, consentirà
il contenimento del numero di centrali di transito impegnate per
ogni chiamata.
Articolo 9
RETE DI SEGNALAZIONE SU CANALE COMUNE
Premesso che la tecnica di segnalazione su canale comune, a differenza
delle tecniche tradizionali di segnalazione che viaggiano associate
con i fasci fonici, si avvale di una propria struttura di rete
dedicata, questa prende il nome di rete di segnalazione su canale
comune. La rete di segnalazione non costituisce una rete pubblica
a se stante, ma è una rete di supporto della rete telefonica
e ISDN.
Una rate di segnalazione a canale comune è costituita da
un insieme di Punti di Segnalazione (PS) interconnessi di Circuiti
di Segnalazione.
Sono PS sia ile centrali di commutazione che altri tipi di nodi
(ad esempio: Centri gestionali, nodi della rete di telecomunicazioni
con funzioni di "rete intelligente", punti di trasferimento
della segnalazione (PTS) e stazioni terrene di un sistema via
satellite).
I Circuiti di Segnalazione interconnettono i Punti di Segnalazione
per consentire il trasporto dei messaggi di segnalazione su canale
comune.
I tipi di applicazione sono la segnalazione, come definita nell'Articolo
17, e le transazioni definite nell'Articolo 10.
Nel sistema di segnalazione su canale comune le informazioni di
segnalazione sono scambiate sotto forma di "messaggi"
indirizzati. Ogni Punto di Segnalazione è univocamente
individuato da un "Codice di Punto di Segnalazione".
La assegnazione di tali Codici sul territorio nazionale è
definita nella apposita normativa del Ministero P.T.
Articolo 10
RETE INTELLIGENTE
Per "rete intelligente" si intende un'architettura di
rete che centralizza, in un numero limitato di nodi della rate
di Telecomunicazioni, le funzioni più complesse e meno
ripetitive connesse alla fornitura di un servizio (funzioni PCS
definite nell'Articolo 4, punto D). La suddetta architettura implica
un dialogo di tipo normalizzato tra pochi nodi con funzioni PCS,
al servizio dell'intera rete, e numerose centrali con funzioni
esecutive (funzioni PAS definite nell'Articolo 4, punto D). Tale
dialogo è costituito da uno scambio di messaggi di segnalazione
che prende il nome di "transazione".
L'architettura denominata "rete intelligente" è
applicabile a più reti. Inizialmente è applicata
alla rate telefonica (e in prospettiva alla ISDN), è comunque
aperta ad essere impiegata ad altre reti, ed in particolare ad
una rete a pacchetto.
Nel caso di applicazione alla rete telefonica le funzioni di trasporto
(definite nell'Articolo 4, punto D) sono svolte dalla rete di
segnalazione su canale comune. Par altre applicazioni le funzioni
di trasporto saranno realizzate in dipendenza dalla rete specifica,
in particolare nel caso della rete a commutazione di pacchetto
dette funzioni potranno essere svolte dalla rete stessa.
Articolo 11
RETE DI GESTIONE DELLE TELECOMUNICAZIONI
La gestione della telecomunicazioni comporta la realizzazione
della funzione di cui all'Articolo 4 punto F).
Dal punto di vista architetturale l'attività di gestione
viene realizzata mediante la cooperazione tra entità funzionalidi gestione situate negli elementi della rete di telecomunicazioni
(centrali, sistemi terrestri di trasmissione, sistemi via satellite,
ecc..), nei relativi sistemi di mediazione e nei sistemi di supporto,
in modo da assicurarne una gestione unitaria. La cooperazione
tra tali entità funzionali avviene mediante l'impiego di
appropriate funzioni di trasporto della informazione.
Ai fini del presente Piano si definisce rete di gestione l'insieme
di tali entità funzionali di gestione e delle funzioni
di trasporto della informazione; tale rete non costituisce una
rete pubblica a sé stante ma è una rete di supporto.
L'evoluzione della rete di gestione deve prevedere la progressiva
adozione di interfacce e protocolli normalizzati e, in funzione
di considerazioni tecnico-economiche, l'integrazione della gestione
di apparati di natura diversa nonché di vari servizi.
Articolo 12
RETE NUMERICA INTEGRATA NEI SERVIZI (ISDN)
Si premette che la rete telefonica commutata, attraverso la introduzione
delle innovazioni tecnologiche, tende a trasformarsi in Rete Numerica
Integrata nei Servizi (ISDN). La ISDN consente l'offerta di una
vasta gamma di servizi di telecomunicazioni per applicazioni voce
e non voce, ai quali gli utenti hanno accesso attraverso un insieme
limitato di interfacce utente-rete multiservizio normalizzate
(accesso d'utente numerico).
I punti chiave di tale evoluzione sono la numerizzazione della
rete trasmissiva e di commutazione, l'accesso d'utente numerico
multiservizio e la segnalazione su canale comune tra le centrali.
Il modello architatturale della ISDN è di tipo evolutivo,
esso infatti prenderà l'avvio dalla realizzazione della
connettività numerica a commutazione di circuito a 64 kbit/s
da utente a utente ed evolverà nel tempo per fornire servizi
portanti a commutazione di circuito e di pacchetto a cadenza di
cifra via via crescente, nonché per realizzare le funzioni
di connessione diretta anche a cadenza di cifra diversa da 64
kbit/s.
Par fornire le funzionalità ISDN, una Centrale locale telefonica
numerica deve essere equipaggiata con funzioni di connessione
locali capaci di gestire gli accessi d'utente di tipo ISDN e di
operare con modalità a commutazione di circuito con cadenza
di cifra di 64 kbit/s ed eventualmente a Commutazione di pacchetto.
Deve inoltre essere dotata delle funzioni di Punto di Segnalazione
(PS) capaci di gestire i sistemi di segnalazione ISDN.
Una Centrale di transito telefonica numerica, per gestire una
connessione ISDN a commutazione di circuito deve essere equipaggiata
con funzioni PS capaci di gestire sistemi di segnalazione ISDN.
Le funzioni di connessione commutata necessarie alla fornitura
di servizi ISDN possono essere svolte da impianti che appartengono
alla rate telefonica e/o a reti specializzate.
La ISDN dispone al suo interno di capacità adeguate a realizzare
la interconnessione tra servizi (ad esempio tra connettività
numerica trasparente e fonia per il servizio telefonico). Tale
funzione è svolta da Elementi Funzionali di Interlavoro
(EFI).
Articolo 13
SUPPORTO DI SEGNALI A LARGA BANDA
La architettura ISDN evolverà nel tempo per fornire servizi
portanti a cadenza di cifra via via crescenti. Essa incorporerà
quindi funzioni che consentono la realizzazione di accessi multiservizio
ad alta capacità e a larga banda, fino ad evolvere verso
una rete numerica integrata anche nei servizi a larga banda.
Inoltre, nel breve termine ed in ogni caso già nel periodo
di validità del presente Piano Regolatore, la struttura
della rete esistente deve tenere conto delle esigenze derivanti
dal trasporto di segnali analogici o numerici relativi a servizi
a larga banda, in particolare quelli connessi con l'impiego di
immagini fisse ed in movimento. Ciò anche in relazione
al principio che per qualsiasi servizio di telecomunicazioni siano
utilizzate le infrastrutture della rete pubblica di telecomunicazioni.
Articolo 14
SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO NAZIONALE
A) SUDDIVISIONE ATTUALE
Ai fini dell'espletamento del servizio telefonico ad uso pubblico,
il territorio nazionale è attualmente suddiviso in aree
telefoniche urbane, la cui circoscrizione territoriale è
definita dalle leggi, dai decreti e dai regolamenti in vigore
che disciplinano servizi ad uso pubblico.
Le aree urbane si raggruppano in settori, i settori in distretti
i distratti in compartimenti. I compartimenti comprendono più
distretti, mentre i distretti possono comprendere uno o più
settori ed i settori una o più aree urbane.
In ciascuna area urbana, settore, distretto o compartimento viene
individuato un centro (denominato rispettivamente centro di rete
urbana, centro di settore, centro di distretto o centro di compartimento);
le aree urbane, i settori, i distretti e i compartimenti prendono,
di norma, il nome dai capoluoghi di comune ove sono ubicati i
rispettivi centri.
Il raggruppamento di aree urbane in settori, di settori in distratti
e di distretti in compartimenti, viene determinato in relazione
alla loro situazione geografica, nonché all'entità
ed al presumibile sviluppo del traffico telefonico che si svolge
nell'ambito di ogni singola area e con l'esterno.
Nel rispetto della legislazione vigente, la ristrutturazione delle
circoscrizioni telefoniche - motivata da ragioni tecnico-economiche
o di carattere generale - deve essere attuata in modo da pervenire
gradualmente alla costituzione di settori monorete, ciò
anche in linea con le tendenze evolutive delineate al successivo
punto B); mediante l'approvazione dei piani tecnici compartimentali,
possono essere apportate inoltre modifiche alla struttura territoriale.
I Centri di Compartimento nei quali esiste almeno una centrale
di transito internazionale sono denominati Centri Nazionali.
La suddivisione del territorio in settori, distretti e compartimenti,
la localizzazione e l'area di competenza dei Centri Nazionali
è riportata in Allagato 4.
Ai fini dell'espletamento dei servizi telegrafici, il territorio
nazionale è attualmente suddiviso in distretti telegrafici
ciascuno comprendente per intero uno o più distretti telefonici
confinanti.
I distretti telegrafici si raggruppano in compartimenti telegrafici.
Di norma, un compartimento telegrafico comprende l'intero territorio
di uno o più compartimenti telefonici.
In ciascun distretto o compartimento viene individuato un centro
(denominato rispettivamente centro di distretto telegrafico -
CDT - o centro di compartimento telegrafico - CCT -); i distretti
e i compartimenti telegrafici prendono, di norma, il nome dei
capoluoghi di comune ove sono ubicati i rispettivi centri. I Centri
di compartimento telegrafici ai quali sono attestate vie di comunicazione
internazionali per il traffico da e verso uno o più compartimenti
sono denominati Centri Nazionali Telegrafici - CNT -.
La suddivisione del territorio nazionale nelle aree sopra definite
è riportato nell'Allegato 5.
8) SUDDIVISIONE FUTURA
Premesso che:
l'evoluzione tecnologica dei sistemi di comunicazione comporterà
in linea di principio, il progressivo superamento della attuale
esigenza di organizzare l'istradamento del traffico in modo gerarchico
tra centri di commutazione avanti una corrispondenza con la suddivisione
del territorio
e che
tale processo evolutivo interesserà anche il periodo di
vigenza di questo Piano Regolatore, i vincoli tecnici connessi
con la presenza nella rete telefonica-ISDN di centrali elettromeccaniche
con funzioni di instradamento e tassazione del traffico comportano
il mantenimento dell'attuale struttura territoriale fino alla
seconda metà degli anni '90. Superato questo periodo la
suddivisione del territorio subirà la seguente evoluzione
per pervenire ad una articolazione su due livelli, definiti in
funzione di criteri tariffari e di numerazione:
- sostituzione dell'area urbana e settoriale con un'area locale,
dimensionalmente abbastanza simile a queste, ma con migliori caratteristiche
di omogeneità in termini territoriali. La dimensione media
dell'area locale dovrà essere individuata in funzione degli
indirizzi tariffari esistenti al momento di pianificare tale modifica;
- sostituzione delle aree distrettuali e compartimentali con
una suddivisione territoriale in aree di numerazione, correlate
alla prevista adozione del nuovo piano di numerazione a struttura
"chiusa" descritto nel successivo Articolo 15.
La struttura della rete numerica di cui all'Articolo 8 non subirà
vincoli significativi dalla struttura tariffaria e dalla futura
attuazione della suddetta suddivisione territoriale e potrà
evolvere con notevole indipendenza da queste.
La suddetta suddivisione territoriale non comporterà significative
modifiche alle aree attualmente di competenza dei Centri Nazionali.
Articolo 15
PIANI DI NUMERAZIONE NAZIONALI
Gli utenti della rete pubblica di telecomunicazioni e delle relative
specializzazioni sono attualmente individuati dai seguenti tre
distinti piani di numerazione:
- piano di numerazione telefonico e ISDN: seguono questo piano
di numerazione gli utenti della rete telefonica/ISDN;
- piano di numerazione telegrafico: seguono questo piano di
numerazione gli utenti della rete Telex-Dati;
- piano di numerazione dati a commutazione di pacchetto: seguono
questo piano di numerazione gli utenti della rete Itapac.
Ogni piano di numerazione fa uso, al suo interno, di prefissi.
Si definisce prefisso un indicatore, di una o più cifre,
che consente la discriminazione di diversi tipi di formato per
il numero (ad esempio nazionale o internazionale) o la selezione
di servizi. I prefissi non sono parte del numero e non sono trasmessi
attraverso i confini tra reti (in ambito sia nazionale sia internazionale).
Nel seguito sono indicati i criteri generali di numerazione e
le relative prospettive di evoluzione.
A) ATTUALE PIANO DI NUMERAZIONE TELEFONICO E ISDN
La numerazione degli utenti è univoca nell'ambito di ciascun
distretto: in relazione al traffico distrettuale ogni utente,
pertanto, è caratterizzato da un proprio numero telefonico
che lo identifica e che ha inizio con una cifra diversa da (zero)
e da «1» (che sono utilizzati come prefissi).
L'accesso alla teleselezione interdistrettuale è caratterizzato
dalla cifra «0» (zero) che costituisce il prefisso interdistrettuale.
La numerazione dei distretti è univoca in ambito nazionale:
per quanto concerne il traffico interdistrettuale, ogni distretto
è individuato da un proprio indicativo distrettuale costituito
da un numero di cifre variabile da una a tre.
L'insieme delle cifre necessaria per individuare un utente in
ambito nazionale (consistente cioè dell'indicativo distrettuale
e del numero d'utente) prende il nome di "numero (significativo)
nazionale". La lunghezza massima del numero significativo
nazionale è di 9 (nove) cifre.
Di conseguenza la numerazione degli utenti non può superare
otto cifre nei distretti con indicativo ad una cifra (Milano e
Roma), sette nei distretti con indicativi a due cifre e sei nei
distretti con indicativi a tre cifre.
L'accesso alla teleselezione internazionale è caratterizzato
dal gruppo di cifre «00» (zero, zero) denominato prefisso
internazionale.
I piani generali di distribuzione e di assegnazione degli indicativi
distrettuali sono riportati nell'Allegato 6.
La operatrici addette all'espletamento del traffico terminale
(distrettuale e/o interdistrettuale) vengono chiamate combinando,
di norma, la cifra «0» (zero) dopo l'indicativo distrettuale;
per quattro distretti viene utilizzato il gruppo di cifre «0
X» (zero, X) con X = 1,2,3.
Le operatrici addette all'espletamento del traffico di transito
interdistrettuale e del traffico internazionale vengono chiamante
combinando indicativi a tre cifre.
Gli utenti non possono accedere alle suddette operatrici combinando
gli indicativi sopra menzionati.
B) ATTUALE PIANO DI NUMERAZIONE TELEGRAFICO
La numerazione dagli utenti telegrafici nazionali è a 6
cifre (ABCDEF) con la prima cifra diversa da 1 e «0»
(zero).
La prima cifra pari ad 1 individua i servizi speciali (i quali
hanno una numerazione chiusa a tre cifre del tipo 1XY). L'accesso
alle reti telex estere attualmente effettuato premettendo all'indicativo
del paese chiamato i prefissi internazionali «0» (zero)
e «00» (zero zero) - rispettivamente per il traffico
internazionale continentale e per quello intercontinentale - dovrà,
in futuro, allinearsi alle raccomandazioni CCITT che prevedono
l'uso di un unico prafisso per il traffico internazionale seguito
dall'indicativo del paese chiamato. Per l'Italia è stato
prescelto il prefisso «0» (zero).
Le prime due cifre (AB) del numero nazionale individuano i centri
di distretto telegrafico ed assumono la denominazione di indicativi
dei centri di distretto; nell'Allegato 7 è riportato l'elenco
degli indicativi. La terza e quanta cifra del numero nazionale
(C e D) possono essere impiegate per identificare il tipo di utenza.
C) ATTUALE PIANO DI NUMERAZIONE DATI A COMMUTAZIONE DI PACCHETTO
La numerazione dagli utenti dati nazionali è a 7 o 8 cifre
con la prima cifra sempre pari a 2, (numero d'utente = 2ABCDEF
oppure = 2ABCDEFG); la prima cifra 2 è detta cifra di rete.
Le due lunghezze coesistono all'interno della rete.
Il territorio nazionale è suddiviso in aree di numerazione
identificate univocamente da un indicativo di area costituito
da un numero di cifre variabile da una a tre (cifra A, B e C)
e coincidente con un indicativo distrettuale telefonico. In prospettiva,
sarà necessaria una revisione anche della numerazione delle
aree di numerazione di Itapac con gli stessi criteri che saranno
adottati per il futuro piano di numerazione della rete telefonica
ISDN.
L'accesso alle reti dati estere è effettuato premettendo
il prefisso internazionale «0» (zero) al numero dati
internazionale.
La selezione da parte dall'utente di una prima cifra diversa da
2 o da a «0» (zero) può essere impiegata come
codice di "uscita" (come definito nell'Articolo 16)
per far fronte ad esigenze di interconnessione di utenti di aree
diverse.
D) FUTURO PIANO DI NUMERAZIONE TELEFONICO E ISDN
Come già indicato nell'Articolo 14, verrà adottata,
per i servizi telefonici/ISDN, una suddivisione del territorio
innovativa rispetto a quella attuale basata sui concetti di area
urbana, settore, distretto e compartimento. In tale ambito il
territorio sarà suddiviso in "aree di numerazione",
all'interno di ognuna delle quali l'utente verrà univocamente
individuato da un numero d'utente di lunghezza fissa. Anche le
aree verranno univocamente individuate da indicativi di area di
lunghezza fissa .
Un piano di numerazione con tali caratteristiche è denominato
"piano di numerazione chiuso", L'insieme dell'indicativo
di area e del numero d'utente costituirà quindi il "numero
(significativo) nazionale", la lunghezza massima di tale
numero sarà di 10 (dieci) cifre.
Il numero di aree, le modalità di costruzione del numero
significativo nazionale e la sua lunghezza saranno definiti in
modo da trarre il massimo vantaggio dal passaggio alla numerazione
chiusa. Ciò verrà stabilito da una apposita normativa
tecnica del Ministero P.T., entro il 1991 in modo da definire
le modalità di attuazione e gli obiettivi temporali. Il
rispetto di tale scadenza consentirebbe di coordinare la transizione
verso la numerazione chiusa, per la quale è prevedibile
occorrano almeno 5 anni, con l'entrata in vigore del "piano
di numerazione internazionale per l'era della ISDN", prevista
dal CCITT in occasione del cosiddetto tempo "T" (mezzanotte
del 31 Dicembre 1996). Tale piano comporta, tra l'altro, la possibilità
di estendere il numero internazionale della rete telefonica-ISDN
da 12 a 13 cifre.
Articolo 16
INTERCONNESSIONE TRA RETI E TRA SERVIZI
A) TIPI DI INTERCONNESSIONE
Le interconnessioni possono riguardare:
- le reti e i relativi servizi portanti: in questo caso (ciascuna
rete offre un solo servizio portante) è equivalente parlare
di interconnessione tra reti o tra i servizi portanti offerti
dalle reti (ad esempio tra rete telefonica e rete dati a commutazione
di pacchetto);
- i servizi portanti offerti da una rete: questo caso riguarda
una rete che offre più servizi portanti (ad esempio la
ISDN);
- le reti per lo stesso servizio portante: questo caso riguarda
l'interconnessione tra due reti per uno stesso servizio potante
(per esempio tra servizio portante della rete a pacchetto e servizio
portante e pacchetto della ISDN);
- i servizi applicativi svolti utilizzando i servizi portanti
delle reti: questo caso riguarda l'interconnessione tra servizi
applicativi svolti utilizzando i servizi portanti delle reti (ad
esempio la conversione tra facsimile e teletext).
Nei casi 1), 2) e 3) l'interconnessione coinvolge tutti o parte
dei livelli OSI sino al terzo, con l'obiettivo di fornire la capacità
di comunicazione da estremo a estremo tra due terminali.
Il caso 4) riguarda alcuni o tutti i livelli dell'OSI superiori
al terzo. Le funzionalità necessarie a svolgere questo
tipo di intarconnessione, oltre che nei terminali d'utente, possono
essere realizzate nell'ambito della rete stessa o in centri dedicati.
B) METODI DI INTERCONNESSIONE TRA RETI
L'interconnessione tra reti può avvenire secondo 1e seguenti
modalità:
direttamente tra le reti: si svolge a livello di giunzione tra
le reti coinvolte nella comunicazione; è possibile realizzare
un'unica fase di selezione;
a livello di acceso: si svolge a livello di linea d'accesso e
può richiedere una selezione in due fasi all'interfaccia
utente-rete.
Le interconnessioini potranno essere realizzate in funzione delle
esigenze di servizio richieste dall'utente e secondo il metodo
che risulterà appropriato sulla base della convenienza
tecnico-economica.
L'interconnessione tra reti caratterizzate da diversi piani di
numerazione richiede l'interoperabilità dei piani di numerazione
stessi. A tale scopo si definisce "codice di uscita"
un indicatore, consistente di una o più cifre, definito
all'interno di un dato piano di numerazione, usato per indicare
che le cifre che lo seguono sono parte di un altro piano di numerazione.
Un codice di uscita può essere trasportato all'interno
della rete di origine dalla chiamata e può essere trasmesso
attraverso i confini tra reti (in ambito sia nazionale sia internazionale).
Articolo 17
SISTEMI DI SEGNALAZIONE E CODICI
La fornitura di servizi di telecomunicazioni richiede la capacità,
da parte dagli apparati della rete di telecomunicazioni, di scambiare
informazioni per la costruzione, l'abbattimento, il mantenimento
e la gestione delle connessioni. Tale scambio informativo prende
il none di segnalazione.
I sistemi di segnalazione attualmente usati sono, in generale,
specializzati per tipo di servizio (ad es. telefonico, dati, telegrafico),
La evoluzione verso un sistema di telecomunicazioni integrato
comporta l'impiego di sistemi di segnalazione multiservizio quali
quelli definiti per la ISDN.
I sistemi di segnalazione tra centrali di commutazione e tra nodi
della rete di telecomunicazioni possono essere così classificati:
a) Sistemi di segnalazione associata al canale: in tali sistemi
l'informazione relativa a1 traffico su di uno specifico canale
è trasmessa nel canale stesso o in un canale di segnalazione
ad esso permanentemente associato. Esempi attualmente in uso di
tale metodo di segnalazione per i servizi telefonici, telegrafici
e dati sono i sistemi:
- a due frequenze in banda fonica;
- ad una via per verso;
- a due vie per verso;
- multifrequenza;
- U.1 (tipo B), U.12 (tipo D);
- X.70, X.71;
- X.75.
b) Sistema di segnalazione su canale comune: in tale sistema l'informazione
di segnalazione relativa ad una molteplicità di collegamenti
di giunzione, di funzioni, o di gestione della rete, può
essere trasmessa su di un unico canale per mezzo di messaggi indirizzati.
Tale sistema può essere impiagato per l'offerta di numerosi
servizi di telecomunicazioni ed è impiegato nella ISDN.
La definizione completa degli aspetti tecnici dei sistemi di segnalazione
impiegati in ambito nazionale è contenuta nelle apposite
normative del Ministero P.T.
I sistemi di segnalazione e codici dei segnali da adottare sui
collegamenti internazionali sono quelli raccomandati in sede internazionale
dal CCITT e/o dalla CEPT e/o normalizzati dall'ETSI, ovvero concordati
direttamente con le Amministrazioni ed i gestori esteri interessati.
Tali sistemi possono essere adottati anche sui collegamenti nazionali
adibiti esclusivamente a traffico internazionale.
Articolo 18
PRESTAZIONI DI RETE
Con il termine "prestazioni di rete" si fa riferimento
ad un insieme di parametri che caratterizzato il grado di adeguatezza
di una rete a fornire le funzioni di comunicazioni tra i punti
terminali di accesso.
Il presente Piano considera le prescrizioni delle "prestazioni
di rete" riferite ai punti terminali di accesso per il servizio
portante considerato. Tali punti terminali sono quelli definiti
nelle normative del Ministero P.T.
La rete di telecomunicazioni deve essere progettata e realizzata
nel rispetto delle normative vigenti e tenendo conto delle Raccomandazioni
in materia degli Organismi internazionali.
A) CONNESSIONI ANALOGICHE IN BANDA FONICA
Con riferimento alle connessioni analogiche in banda fonica, nell'evoluzione
della rete nel senso della sua progressiva numerizzazione che
porterà al miglioramento a medio e lungo termine della
qualità, si deve operare in modo da minimizzare l'impatto
della fase transitoria.
In ogni caso i contributi specifici che le diverse parti di una
connessione analogica in banda fonica portano alla qualità
globale, in termini di Indice di Intensità Soggettiva (IIS),
di degradazione causata da processi numerici, di ritardo e di
grado di perdita, sono riportati al par. 8.1 dall'Allegato 8.
Nel periodo transitorio dalle regole del precedente Piano Regolatore
a quelle del presente Piano, i limiti riportati al par. 8.1 dell'Allegato
8 possono essere in qualche caso superati, di non più di
3 dB, rispettando comunque i limiti indicati nel precedente Piano.
Il valore medio dell'indice di intensità soggettiva si
adeguerà gradualmente agli obiettivi a lungo termine raccomandati
dal CCITT.
La progressiva numerizzazione dalla rete porterà alla realizzazione
di una rete nella quale saranno presenti, oltre che utenti con
linea numerica d'utente ISDN, anche utenti telefonici con una
linea d'utente analogica collegati ad una centrale locale numerica.
Anche le connessioni analogiche in banda fonica tra questi ultimi
utenti dovranno assicurare le pertinenti prestazioni riportate
al par. 8.1.1 dell'Allegato 8.
B) CONNESSIONI NUMERICHE SENZA RESTRIZIONI A 64 KBIT/S
Con riferimento alle connessioni numeriche senza restrizioni a
64 kbit/s le prestazioni d'errore sulla tratta nazionale (non
instradata via satellite) di una connessione internazionale devono
rispettare i limiti riportati al par. 8.2 dell'Allegato 8, in
conformità con quanto raccomandato dal CCITT per l'intera
connessione.
In armonia con quanto sopra, per le connessioni nazionali da utente
a utente deve essere perseguito, nel medio e nel lungo termine
e compatibilmente con valutazioni tecniche ed economiche, l'obiettivo
di non superare il doppio dei limiti sopra indicati.
C) CONNESSIONI A PACCHETTO
Su una qualunque connessione a pacchetto in ambito nazionale (non
instradata via satellite), tra due utenti che impiegano terminali
X.25 a 9600 bit/s, devono valere i limiti riportati al par. 8.3
dall'Allegato 8.
Per la tratta nazionale di una connessione internazionale valgono
i limiti indicati dalla Raccomandazione X.135 del CCITT (Libro
Blu 1988).
D) CONNESSIONI COMMUTATE TELEX-DATI
Con riferimento alle connessioni commutate telex-dati, il grado
di distorsione per un collegamento in ambito nazionale e per la
coda nazionale di un collegamento intenzionale (compresa la centrale
di transito per il traffico internazionale) non deve superare
i limiti raccomandati dal CCITT.
I limiti specifici per la qualità della trasmissione e
il grado di perdita nella rete telex e per la qualità della
connessione nella rete telax-dati sono riportati al par. 8.4 dall'Allegato
8.
E) CONNESSIONI VIA SATELLITE
Gli obiettivi di qualità per le connessioni via satellite,
con modalità di impiego orientato sia alla rete sia all'utente,
sono riportati al par. 8.3 dell'Allegato 8.
Articolo 19
PRESTAZIONI DI TERMINALI E SISTEMI D'UTENTE
Il presente Articolo riguarda i terminali e i sistemi d'utente
che concorrono a rendere disponibili i teleservizi telefonico
e telex definiti al punto b) dall'Articolo 2. Per i teleservizi
infatti, occorre definire la completa capacità di comunicazione,
comprese alcune caratteristiche fondamentali dei terminali e sistemi
d'utente.
Per le caratteristiche dei terminali e dei sistemi di utente e
per le modalità di connessione e di accesso alla rete pubblica
si rimanda alla norma vigente.
In particolare, nei terminali e nei sistemi di utente per connessioni
analogiche devono essere rispettati i livelli e le attenuazioni
prescritte. Nel caso di sistemi utente che richiedono dimensionamento
a traffico, esso deve essere eseguito in modo da non causare congestione
sulla rete pubblica commuta, come previsto nelle normative del
Ministero P.T., e del CEI.
I futuri apparecchi telefonici dovranno essere tali che, con lo
sviluppo della rete secondo le regole indicate al par. 8.1.1 dell'Allegato
8, sia rispettato quanto raccomandato, come obiettivo di lungo
termine, dal CCITT per l'IIS delle connessioni telefoniche. Le
caratteristiche essenziali di tali apparecchi saranno definite
col Ministero P.T.
Gli apparecchi telefonici realizzati in conformità con
la norma CEI 103-5, edizioni 1968, 1983 e 1989, e inseriti in
rete nel rispetto del precedente Piano Regolatore, permettono
il rispetto degli obiettivi a brave temine per l'IIS delle connessioni
telefoniche specificati dal CCITT e potranno quindi continuare
ad essere impiegati in rete fino al termine del loro normale periodo
di vita.
I valori nominali e le tolleranze relative ai parametri di qualità
più significativi del terminale telex, quali la rapidità
di modulazione, la distorsione aritmica globale ed il margine
elettrico di ricezione, sono indicati nelle normative del Ministero
P.T.
Articolo 20
PRESCRIZIONI PER GLI IMPIANTI ED I MATERIALI
I sistemi di telecomunicazioni, sia di tipo nuovo sia dazianti
da modifiche sostanziali o innovative di quelli esistenti e di
parti caratterizzanti gli stessi, impiegati nella rete pubblica
di telecomunicazioni, devono essere approvati dal Ministero P.T.
Il collegamento alla rete pubblica di nuova apparecchiature e/o
accessori d'utenza, debitamente approvati secondo le normative
vigenti, deve essere autorizzato dal Ministero P.T.
Articolo 21
ENTRATA IN VIGORE ED APPLICAZIONE DEL PIANO
Il presente Piano entra in vigore il giorno successivo alla data
di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il Ministero P.T. seguirà l'applicazione dal Piano e la
graduale evoluzione della rete dalla situazione attuale a quella
futura indicata nel Piano stesso, attraverso l'approvazione di
Piani Tecnici presentati dal gestore pubblico.
Articolo 22
REVISIONE DEL PIANO
Il presente Piano dovrà essere sottoposto a revisione almeno
ogni cinque anni, e comunque ogni qualvolta se ne presenti la
necessità.
Il Piano revisionato o singole modifiche sono approvati con decreto
del Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni, sentito il
parere del Consiglio Superiore Tecnico delle Poste delle Telecomunicazioni
a dell'Automazione e del Consiglio di Amministrazione.
Nelle more dell'approvazione formale di modifiche al Piano, il
Ministero P.T. potrà autorizzare il gestore pubblico, nell'ambito
dei propri servizi in concessione, ad adottare provvisoriamente
provvedimenti idonei per far fronte a particolari esigenze di
traffico. Nel caso tali provvedimenti influiscano sullo svolgimento
di altri servizi pubblici di telecomunicazioni deve essere sentito
il gestore interessato.
AISTel Home page