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Il settore delle telecomunicazioni è estremamente dinamico. La rapida evoluzione delle tecnologie ha scosso il settore e i regimi di regolazione a lungo basati su tecnologie divenute obsolete e teorie sul mercato superate. Ventisette paesi OCSE hanno ad oggi liberalizzato estensivamente laccesso a tutti i sub-mercati delle telecomunicazioni, inclusi la telefonia vocale, gli investimenti in infrastrutture e gli investimenti da parte di imprese estere (qualche anno fa solo un numero esiguo di paesi avevano liberalizzato in maniera così ampia). I confini del settore sono indefiniti e si fondono con altri settori, quali la radiodiffusione e i servizi di informazione. | |
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I regimi normativi devono contemporaneamente promuovere la concorrenza e proteggere altri obiettivi sociali all'interno di mercati dinamici. | |
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Forti politiche di promozione e tutela della concorrenza e regimi normativi in grado di promuovere l'efficienza hanno un ruolo fondamentale nel futuro sviluppo del settore. |
Politiche a tutela ed incentivo della concorrenza e un sistema normativo in grado di promuovere l'efficienza in un mercato dinamico e globale hanno un ruolo fondamentale per la performance e il futuro sviluppo del settore. Il compito centrale della regolazione è quello di consentire lo sviluppo della concorrenza nei mercati locali, proteggendo, nel contempo, interessi pubblici quali l'affidabilità, il servizio universale e gli interessi dei consumatori. Deve essere attivamente promosso l'ingresso nei mercati nei quali dominano ancora le aziende ex-monopoliste; inoltre, bisognerebbe analizzare la possibilità di una convergenza tra i diversi quadri normativi applicabili alle infrastrutture e ai servizi di telecomunicazione e radiodiffusione. |
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L'Italia ha creato un regime normativo per la promozione e la tutela della concorrenza nel settore delle telecomunicazione che, in alcune sue articolazioni, è tra i più pro-competitivi dei paesi OCSE. | |
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In Italia la liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni è stata guidata dalle iniziative dell'UE per la liberalizzazione del mercato europeo |
In Italia la liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni è stata guidata dalle iniziative dell'UE per la liberalizzazione del mercato europeo. Su questioni molto importanti, quali l'interconnessione, il rilascio delle licenze e il servizio universale, le direttive dell'UE hanno svolto un ruolo molto importante nel plasmare il quadro normativo italiano. Nei primi momenti della liberalizzazione a metà degli anni'90, l'Italia non è stata in grado di trarre pieno vantaggio dalle opportunità offerte dalla liberalizzazione a livello europeo ed è stata infatti spesso in ritardo nell'adozione delle direttive dell'UE. Negli ultimi anni invece il processo di liberalizzazione sta procedendo nel rispetto delle scadenze e dalla metà degli anni '90 il Governo italiano ha assunto molte decisioni politiche importanti per promuovere la concorrenza. |
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e oggi l'Italia ha un sistema di regolazione abbastanza esaustivo per la promozione della concorrenza nel settore. |
Attualmente l'Italia ha un sistema di regolazione abbastanza esaustivo per la promozione della concorrenza nel settore delle telecomunicazioni. Non vi sono limiti all'accesso del mercato, fatta eccezione per quanto attiene alle risorse di spettro di frequenze. Parità di accesso viene garantita dalle politiche di interconnessione e numerazione. L'Italia ha anche un meccanismo di finanziamento, neutro dal punto di vista competitivo, del servizio universale. Ha adottato misure normative per lunbundling del local loop (scorporo del circuito locale), molto importanti per un mercato come l'Italia in cui non sono disponibili infrastrutture alternative nell"ultimo miglio". Per alcune misure di regolazione, quali la carrier pre-selection (pre-selezione dell'operatore), le procedure di monitoraggio della qualità del servizio e lunbundling del local loop, il regime normativo italiano ha uno degli approcci più pro-competitivi tra tutti i paesi dell'area OCSE. |
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Il sistema di regolazione può essere ulteriormente migliorato al fine di facilitare la transizione da un regime di monopolio ad un mercato delle telecomunicazioni competitivo. Come analizzato qui di seguito, se si vogliono massimizzare i benefici derivanti dallapertura alla concorrenza, bisogna affrontare tempestivamente alcuni problemi di regolazione. | |
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Nel mercato italiano delle telecomunicazioni la concorrenza sta diventando più agguerrita | |
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Nel mercato delle telecomunicazioni italiane si sta affermando la concorrenza, anche se Telecom Italia e la sua controllata Telecom Italia Mobile detengono posizioni dominanti in tutti i segmenti di mercato. |
Con il modificarsi della natura del servizio di telefonia mobile, da servizio complementare a sostituto della telefonia vocale fissa, con la diminuzione delle tariffe e l'introduzione delle schede pre-pagate, la crescita del settore della telefonia mobile in Italia sta determinando una concorrenza reale nel mercato delle telecomunicazioni. Il fatto che Telecom Italia, inclusa la sua controllata Telecom Italia Mobile (TIM), detenga una posizione dominante in tutti i segmenti di mercato ha comunque delle implicazioni per lassetto della regolazione. |
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Nei mercati delle chiamate interurbane ed internazionali, i nuovi entranti hanno già acquisito circa il 30% del mercato ed è chiaro che tale quota aumenterà con l'aumentare della concorrenza in questi segmenti di mercato. In particolare, aumenterà in maniera considerevole la concorrenza derivante dai rivenditori di servizi e la telefonia via internet farà aumentare considerevolmente le possibilità di scelta dei clienti per quanto concerne questi servizi; ciò, a sua volta, farà diminuire le tariffe. |
Tabella 6.1. Penetrazione della telefonia mobile -posizione relativa rispetto agli altri paesi OCSE
| 1990 | 1991 | 1992 | 1993 | 1994 | 1995 | 1996 | 1997 | 1998 | Giugno 1999 | |
| Posizione | 17 | 14 | 14 | 14 | 12 | 12 | 12 | 8 | 6 | 7 |
Fonte: OCSE.
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con notevoli benefici per i consumatori italiani, in particolare per le imprese e gli utenti di Internet | |
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Le riforme hanno già portato benefici concreti all'Italia in termini di diminuzione delle tariffe e di disponibilità di nuovi servizi. |
Queste riforme hanno già portato benefici concreti all'Italia in termini di diminuzione delle tariffe e di disponibilità di nuovi servizi. Come illustrato nella figura 6.1, le tariffe italiane per gli utenti business, statiche prima dellapertura alla concorrenza, sono diminuite considerevolmente dopo le liberalizzazioni nel 1998. |
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Le tariffe italiane di accesso ad Internet sono tra le più basse dell'area OCSE, a causa della sana concorrenza nel mercato degli Internet Service Provider (ISP). Il numero di abbonati ad Internet è aumentato di oltre il 60% dal 1998 alla fine del 1999, anche se l'Italia è ancora al di sotto della media OCSE (9 abbonati su 100 rispetto alla media di 11 nell'area OCSE). La performance dell'Italia in questo campo è probabilmente migliorata nella seconda metà del 2000, quando sono state introdotte tariffe meno elevate. |
Figura 6.1. Paniere tariffario nazionale OCSE per gli utenti business, 1991-98 (Indice 1990 = 100)

Fonte: OCSE, EURODATA.
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anche se vi è ancora una notevole possibilità di ridurre alcune tariffe e migliorare l'accesso. | |
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248. L'incremento della concorrenza porterà notevoli benefici aggiuntivi all'Italia. Le figure 6.2 e 6.3 mostrano che le tariffe per il servizio di telefonia vocale fissa sono ancora più elevate rispetto alla media dei paesi OCSE e molto più elevate della maggior parte dei paesi OCSE. Ciò indica che vi sono ancora incentivi allentrata nel mercato. | |
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Nei segmenti di mercato nei quali non è ancora emersa la concorrenza, i livelli tariffari sono ancora elevati. |
249. Nei segmenti di mercato nei quali non è ancora emersa la concorrenza, i livelli delle tariffe sono ancora elevati. Nel mercato dei circuiti privati (leased lines), Telecom Italia ha una quota di mercato pari al 100%. Le tariffe dei circuiti privati sono rimaste elevate nonostante siano sottoposte ad un sistema di approvazione da parte dellAutorità. Nel 1999, la maggior parte delle tariffe per i semi circuiti nazionali era al di sopra della media dell'UE. A luglio 2000, l'AGCOM ha ordinato al gestore principale di ridurre in media del 23.7% le tariffe dei circuiti urbani e interurbane. Le tariffe modificate sono state pubblicate. Nella primavera 2000, la Commissione Europea ha osservato che nel 1999 in Italia sono state applicate "tariffe eccessive" per i circuiti privati nazionali da 34 Mbps e 155 Mbps; ha evidenziato inoltre "ritardi discriminatori nella fornitura dei suddetti circuiti". |
Figura 6.2. Paniere OCSE misto per gli utenti business, novembre 2000, IVA esclusa, UDS PPP

Nota: Escluse le chiamate ai cellulari.
Fonte: OCSE.
Figura 6.3. Paniere OCSE misto per le famiglie, novembre 2000, IVA inclusa, USD PPP

Nota: Escluse le chiamate ai cellulari.
Fonte: OCSE.
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L'integrazione delle tecnologie di comunicazione sotto un unico organismo di regolazione dovrebbe accelerare il processo di innovazione tra settori e lo sviluppo della società dell'informazione | |
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L'Italia è dotata di un sistema di regolazione unico nei paesi OCSE, ideato per riflettere la convergenza nel settore delle comunicazioni. |
Italia è dotata di un sistema di regolazione unico nei paesi OCSE, ideato per riflettere la convergenza nel settore delle comunicazioni. L'organismo di regolazione, l'AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) possiede una competenza normativa orizzontale sull'intero settore delle comunicazioni (radiodiffusione, telecomunicazioni e stampa), uno dei ruoli normativi più esaustivi all'interno dell'OCSE. L'AGCOM è uno dei soli cinque organismi all'interno dell'OCSE con potere di regolazione sia nel settore delle telecomunicazioni, sia nel settore della radiodiffusione, ed è l'unico organismo di regolazione la cui organizzazione è strutturata non intorno a settori specifici, quali telecomunicazioni, radiodiffusione e stampa, ma intorno ad un quadro più generale, quali le reti e i servizi. |
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Questa è una buona soluzione. La frammentazione della regolazione nel settore delle comunicazioni può impedire alle aziende di trarre pieno vantaggio dalla rapida convergenza che si sta verificando tra radiodiffusione, contenuti, tecnologie e servizi di comunicazione. La struttura dell'AGCOM le consente di risolvere aspetti normativi all'interno dell'intero settore delle comunicazioni, in maniera neutrale dal punto di vista della concorrenza, e dovrebbe consentire all'Italia di muoversi più rapidamente verso una società dell'informazione. | |
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Il ministero e l'organo di regolazione hanno fatto ricorso alla consultazione pubblica per assumere decisioni importanti. |
Il Ministero delle Comunicazioni e l'AGCOM hanno assunto un approccio basato sulla consultazione per l'assunzione di decisioni importanti. In particolare, a partire dal 1999 il Ministero e l' AGCOM hanno iniziato ad utilizzare Internet per le consultazioni pubbliche, ad esempio per le decisioni relative all'UMTS, al wireless local loop e al regime di autorizzazioni. L'approccio basato sulla consultazione nel corso del processo decisionale è stato ben accolto dal settore, poiché rende le decisioni più trasparenti. |
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mentre l'attiva vigilanza esercitata dall'Antitrust ha sostenuto la regolazione specifica del settore finalizzata alla prevenzione degli abusi di mercato. | |
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Con il passaggio del mercato delle telecomunicazioni da un regime di monopolio ad un regime di concorrenza, l'autorità garante della concorrenza è sempre più coinvolta nel settore |
In Italia, come in altri paesi OCSE, con il passaggio del mercato delle telecomunicazioni da un regime di monopolio ad un regime di concorrenza, l'autorità garante della concorrenza è sempre più coinvolta nel settore. La legge italiana sulla concorrenza si applica, senza alcuna eccezione, anche al settore delle telecomunicazioni, nel quale l'autorità garante della concorrenza è attivamente intervenuta. Ad esempio, nel 1998, ha iniziato un'indagine per verificare se Telecom Italia avesse abusato della propria posizione dominante sul mercato di Internet. A settembre 1999, Telecom Italia e lassociazione italiana degli internet provider hanno sottoscritto un accordo per eliminare la discriminazione nei confronti degli internet provider e di altri operatori muniti di licenza. In data 28 gennaio 2000 l'autorità garante della concorrenza ha imposto a Telecom Italia una multa di 1.248 milioni di lire. Rispetto ad altre autorità analoghe presenti nei paesi OCSE, che spesso non hanno personale professionale sufficiente per vigilare sul settore delle telecomunicazioni, l'autorità italiana è dotata di uno staff adeguato. |
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ciò richiede maggiore attenzione per gestire potenziali sovrapposizioni tra l'organo di regolazione specifico del settore e l'autorità garante della concorrenza. |
Con l'aumentare del ruolo dell'autorità garante della concorrenza, i paesi OCSE hanno prestato maggiore attenzione a gestire la potenziale sovrapposizione tra l'organo di regolazione specifico del settore e l'autorità garante della concorrenza; ciò al fine di evitare incongruità nelle norme. In Italia, oltre alla consultazione generale informale, l'autorità garante della concorrenza e l'AGCOM, devono consultarsi in alcuni casi specifici. L'autorità garante della concorrenza deve chiedere il parere non vincolante dell'AGCOM in merito a decisioni concernenti accordi che limitano la concorrenza, abusi di potere dominante e fusioni che coinvolgono gli operatori del settore delle comunicazioni. L'Autorità garante della concorrenza deve chiedere all'AGCOM un parere non vincolante in merito all'individuazione degli operatori del settore delle telecomunicazioni con notevole potere di mercato, alle condizioni di interconnessione e di accesso alle reti, al finanziamento del servizio universale e alla separazione contabile. |
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Esiste, comunque, ancora una certa confusione nel mercato circa le responsabilità di regolazione e si dovrebbero risolvere alcuni problemi relativi allo staff dell'organo indipendente di regolazione | |
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Tra le priorità,vi è la necessità di garantire che l'AGCOM abbia lo staff adeguato per poter esercitare il proprio potere di regolazione in maniera tempestiva; è quindi necessario procedere al reclutamento di personale al fine di occupare le posizioni vacanti. |
Data l'importanza di unefficace vigilanza di regolazione del settore in questa fase critica, bisognerebbe garantire che l'AGCOM abbia lo staff necessario per esercitare il proprio potere di regolazione in maniera tempestiva, mediante un rapido reclutamento di personale. Secondo quanto previsto dalla legge, lo staff a tempo indeterminato dell'AGCOM non può essere superiore a 260 unità; attualmente lo staff è composto da 240 unità. |
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La mancanza di personale ha comportato tempi lunghi prima che l'AGCOM divenisse pienamente operativa. L'AGCOM ha condiviso una serie di compiti con il Ministero in virtù di un accordo bilaterale che è stato rinnovato. Tale condivisione del potere normativo ha creato confusione negli gli operatori del mercato, ai quali non è stato sempre chiaro quale fosse l'organo di regolazione incaricato, ad esempio, della gestione dello spettro e della numerazione. I due anni necessari per il trasferimento dei pieni poteri normativi dal ministero all'AGCOM, il fatto che lAGCOM non fosse pienamente operativa quando il mercato si è aperto alla concorrenza e le difficoltà iniziali nel reclutare staff con le caratteristiche professionali adeguate, hanno rallentato l'attuazione di tutele normative appropriate in alcuni segmenti di mercato. | |
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Data la quasi totale mancanza di infrastrutture alternative al local loop, l'organismo di regolazione dovrà vigilare molto attentamente sulle tariffe di interconnessione al fine di promuove la concorrenza nei servizi che richiedono laccesso allultimo miglio. | |
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Nel mercato italiano delle telecomunicazioni non esistono circuiti locali alternativi; per questa ragione la recente implementazione dellunbundling del local loop è particolarmente opportuna. E inoltre importante un rapido decollo del wireless local loop. |
La recente liberalizzazione ha consentito allex-monopolista di mantenere quasi il 100% della quota di mercato nell'accesso, nella telefonia vocale urbana e nelle linee affittate. Nel mercato italiano delle telecomunicazioni non esistono circuiti alternativi al local loop. Per questo motivo è importante garantire che la recente implementazione dellunbundling del local loop venga realizzata in maniera efficace e a prezzi che consentano l'ingresso di nuovi entranti. Inoltre, è importante garantire un rapido decollo del wireless local loop. |
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Poiché di fatto in Italia non esistono reti di televisione via cavo, fino a quando non sarà effettivo il wireless local loop (WLL), i circuiti di "ultimo miglio" di Telecom Italia resteranno una infrastruttura essenziale per i nuovi entranti che vogliano avere accesso ai clienti finali. Ciò sottolinea l'importanza del ruolo dellAGCOM, poiché i nuovi entranti possono avere accesso ai clienti finali solo attraverso la rete dellex-monopolista. L'introduzione effettiva del WLL sta tardando. Ma riconoscendo la mancanza di una rete di accesso alternativa, l'AGCOM ha accelerato le procedure per lassegnazione delle frequenze per il WLL. | |
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E verosimile che nel mercato delle chiamate urbane si creerà un certo livello di concorrenza derivante dalla carrier pre-selection e dall'introduzione dell' ULL. Ma in quest'area si riuscirà a creare una vera concorrenza solo se le tariffe di interconnessione di Telecom Italia e le tariffe per l'ULL consentiranno ai nuovi entranti margini di profitto sufficienti. Quindi il successo della concorrenza nel mercato delle chiamate urbane dipende fortemente dallattività di regolazione dellAGCOM, nel garantire prezzi orientati ai costi per l'accesso al local loop di Telecom Italia. | |
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Tutelare un accesso non discriminatorio e orientato ai costi sarà un impegno continuo. |
La tutela di un accesso non discriminatorio e orientato ai costi continuerà a costituire una attività impegnativa per lAGCOM. Anche se nella maggior parte dei paesi OCSE gli operatori delle telecomunicazioni possono rivolgersi ai tribunali, è sorprendente che in Italia lex-monopolista, Telecom Italia, si sia rivolto al TAR per appellarsi contro quasi tutti i provvedimenti dell'Autorità. Per creare la concorrenza nel mercato locale si dovranno sviluppare reti di accesso locali alternative, quali le reti di televisione via cavo. |
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I ritardi in aree chiave sono stati costosi per i consumatori italiani | |
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I ritardi nell'adozione di una metodologia contabile basata sui costi incrementali di lungo periodo (LRIC) hanno determinato tempi lunghi per lo sviluppo della concorrenza e la creazione di benefici per i consumatori. |
I ritardi in aree di regolazione importanti, quali l'adozione di una metodologia contabile basata sui costi incrementali di lungo periodo (LRIC, long-run incremental costs), hanno allungato i tempi per lo sviluppo della concorrenza e la creazione di benefici per i consumatori. La definizione del regime di accesso al local loop di Telecom Italia determina la redditività dei nuovi entranti e di conseguenza il livello di concorrenza nel mercato. |
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L'attuale regime italiano relativo alle tariffe di interconnessione pone alcuni problemi chiave. In primo luogo, l'attuale metodo contabile compensa in maniera eccessiva Telecom Italia, con gravi implicazioni in termini di concorrenza. Inoltre, il metodo attuale non incentiva sufficientemente i nuovi entranti a costruire le proprie reti al fine di promuovere una concorrenza basata sulle infrastrutture. L'AGCOM deve introdurre al più presto il modello contabile LRIC, come previsto da un decreto del 1998, che prevedeva che, entro il 1° gennaio 1999, l'AGCOM dovesse definire una metodologia contabile basata sui costi incrementali di lungo periodo; ciò non è stato ancora fatto. In secondo luogo, anche se l'obiettivo è quello di definire al più presto tariffe di interconnessione orientate ai costi, l'attuale regime fornisce a Telecom Italia un motivo per la distorsione delle proprie tariffe di interconnessione. L'AGCOM dovrebbe rivedere immediatamente i presupposti contabili dell'interconnessione al fine di garantire tariffe orientate ai costi. | |
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Un'altra area in cui si sono registrati ritardi è quella relativa alla number portability nella telefonia mobile . |
Un'altra area in cui si sono registrati ritardi è quella relativa alla number portability nella telefonia mobile. Il rapido sviluppo della concorrenza nel settore italiano delle telecomunicazioni, con un numero crescente di operatori dotati di infrastrutture, comporta la necessità di introdurre la number portability al fine di garantire la concorrenza. La number portability nella telefonia mobile doveva essere attuata entro luglio 1999 ma è stata rimandata. Come misura provvisoria l'AGCOM ha introdotto l'obbligo per gli operatori della telefonia mobile di fornire un messaggio automatico in cui si comunica il nuovo numero dell'abbonato. Recentemente, l'AGCOM ha fissato al 30 giugno 2001 la data ultima per l'introduzione della portabilità del numero nel settore della telefonia mobile. |
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I regimi di concorrenza complessi e le norme sulla golden share mettono in pericolo la trasparenza e impediscono l'ingresso nel mercato | |
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Un serio impegno a semplificare il regime di rilascio delle licenze consentirebbe di aumentare il livello di trasparenza e di ridurre i costi regolatori |
Nel capitolo 2 viene descritta la complessità dei regimi di regolazione italiani e la tendenza a trovare soluzioni non concorrenziali; ciò si riflette anche nel settore delle telecomunicazioni. Il regime di rilascio delle licenze è molto complesso. Una sua semplificazione determinerebbe benefici per gli operatori, grazie ad una maggiore trasparenza e ad una riduzione dei costi di regolazione. |
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In base all'attuale regime di rilascio di licenze individuali, l'AGCOM deve verificare i business plan e la posizione finanziaria dei richiedenti. Ciò rappresenta per questi ultimi un costo amministrativo costoso e non necessario e determina un errato utilizzo delle risorse umane dell'AGCOM. Per quanto concerne i servizi di telecomunicazione fissa, quando il mercato diviene totalmente liberalizzato, il rilascio della licenza dovrebbe essere necessario solo per verificare se sono stati soddisfatti i requisiti minimi per entrare nel mercato. Con l'aumentare della concorrenza nel mercato della telefonia vocale fissa, una serie di paesi, quali Danimarca e Paesi Bassi, hanno introdotto una procedura semplice per l'ingresso nel mercato, basata sulla registrazione o su una semplice dichiarazione. In Italia, la sostituzione delle licenze individuali con un sistema di autorizzazione per i servizi di telefonia vocale fissa determinerebbe una riduzione dei costi di regolazione. | |
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Non vi sono motivi sufficienti che giustifichino il mantenimento di una golden share. |
Telecom Italia è ancora soggetta alla norma sulla golden share. Il Governo italiano può utilizzare i propri poteri speciali per bloccare un'acquisizione di Telecom Italia, al fine di salvaguardare gli interessi vitali dello stato e dei cittadini. Anche se il Governo italiano non ha esercitato tali poteri quando Deutsche Telekom e Olivetti erano in concorrenza per rilevare Telecom Italia (rilevata poi da Olivetti), la norma sulla golden share implica che il Governo può ancora intervenire in caso di tentativi di acquisizione della società. In linea di principio, in un mercato delle telecomunicazioni liberalizzato, con un numero sempre più elevato di operatori, non vi sono motivi che giustifichino l'imposizione di norme speciali sullex-monopolista oltre quelle basate sui principi generali della tutela della concorrenza e della garanzia dellaccesso alle infrastrutture essenziali. |
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così come le norme locali sul diritto di passaggio, qualora non si attuino ulteriori riforme. | |
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I comuni, nei territori da essi controllati, hanno il potere di concedere diritti di passaggio sulla base di norme proprie. Qualora ad un nuovo operatore non possano essere concessi diritti di passaggio, l'AGCOM e i comuni possono imporre la condivisione delle infrastrutture esistenti. Mentre esiste un meccanismo per risolvere eventuali controversie tra operatori in merito alla condivisione delle infrastrutture, non esiste invece alcuna norma che regoli la risoluzione delle controversie tra i comuni e gli operatori sui diritti di passaggio. Per la costruzione di reti locali, gli operatori devono richiedere permessi separati ad ogni ente locale, e fronteggiare quindi regolamentazioni diverse tra diversi comuni. Inoltre, il coinvolgimento delle municipalizzate nel settore delle telecomunicazioni fa sorgere preoccupazioni in merito a possibili discriminazioni nella concessione dei diritti di passaggio. | |
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Le condizioni e i requisiti per ottenere il diritto di passaggio dovrebbero essere trasparenti e non discriminatori. |
Le condizioni e i requisiti per ottenere il diritto di passaggio dovrebbero essere trasparenti e non discriminatori. Il Governo italiano ha iniziato una procedura di consultazione pubblica, al fine di introdurre un nuovo quadro normativo sul diritto di passaggio. Nel nuovo regime, l'AGCOM dovrebbe intervenire nelle controversie tra i comuni e gli operatori del settore delle telecomunicazioni e assumere decisioni vincolanti. |
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Box 6.1. Assegnazione dello spettro delle frequenze Il metodo utilizzato in Italia per assegnare le licenze UMTS è una combinazione unica fra i paesi OCSE di elementi di beauty contest e di asta. Gli operatori interessati sono stati prima sottoposti ad una fase di pre-selezione, basata sullesame del business plan tecnico-commerciale e sul possesso documentato di alcuni requisiti (tra cui un capitale minimo e unesperienza nel settore delle telecomunicazioni di almeno 3 anni). Questa fase di pre-selezione non ha dato luogo ad un punteggio ma semplicemente ad una attestazione di ammissione alla fase successiva di asta (o ad una attestazione di esclusione) Il 14 gennaio 2000, era stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale una decisione dell'AGCOM in merito al rilascio di licenze nazionali individuali per il sistema di comunicazioni mobile di terza generazione (UMTS). Questa decisione prevedeva una procedura in due fasi: 1) pre-selezione, al fine di scegliere i canditati aventi capacità tecniche, finanziarie e commerciali adeguate, 2) selezione. La fase di selezione della procedura è stata stabilita come unasta con successiva decisione dell'AGCOM. Alla prima fase della procedura si sono iscritti otto candidati: i quattro operatori esistenti di telefonia mobile e quattro nuovi entranti. Per la fase successiva di asta si sono qualificati solo sei candidati su otto. L'asta è iniziata il 19 ottobre 2000 con i sei candidati e si è conclusa dopo 11 tornate il 23 ottobre. Per le cinque licenze il Governo ha incassato 12 miliardi di Euro. In Europa le aste per il rilascio di licenze UMTS hanno suscitato un vivace dibattito, in particolare a causa dei costi elevati delle licenze determinati da alcune procedure nazionali. Alcuni ritengono che tale costo elevato stimoli una rapida erogazione del servizio UMTS. Altri ritengono che il costo elevato delle licenze potrebbe essere trasferito ai clienti finali, determinando così un impatto negativo sulla rapidità del decollo dei servizi di telefonia mobile di terza generazione (3G). In questa fase non è chiaro in che modo i costi elevati delle licenze influenzeranno il futuro dei servizi UMTS. Tuttavia, l'utilizzo della procedura d'asta ha fatto aumentare i livelli di trasparenza e di efficienza nell'assegnazione di risorse quali le frequenze. Il costo finale di ciascuna licenza UMTS in Italia è stato ben superiore a quello dei Paesi Bassi e della Spagna ma inferiore a quello della Germania e del Regno Unito. |