Dal 1/1/98 anche la telefonia di base dovrà essere liberalizzata, in Italia. Sarà vero?
Da tempo vediamo, in molte città d'Italia, strade dissestate ed inaccessibili a causa dei lavori relativi al cosiddetto "CABLAGGIO", che "dovrebbe" consistere nella sostituzione dei vecchi cavi telefonici con le più moderne "fibre ottiche".
Telecom Italia, in virtù del "monopolio" che la Società detiene sulla "telefonia di base", ha potuto ottenere, dalla maggior parte dei Comuni interessati, di poter eseguire direttamente i lavori "in concessione", anziché dover partecipare ad un "appalto", in concorrenza con altre ditte.
È chiaro tuttavia che, ove i lavori avessero riguardato, oltre alla citata "telefonia di base", anche altre categorie estranee all'oggetto del monopolio, si sarebbe dovuto indire un regolare appalto, al quale avrebbero potuto partecipare altre società con caratteristiche idonee.
A quanto risulta, tuttavia, pare che Telecom Italia, durante il percorso, abbia cambiato le carte in tavola (anzi, sotto la tavola), trasformando il lavoro di cablaggio, relativo alla sola telefonia di base, nella posa anche delle "infrastrutture" adatte per la TV via cavo e per il telelavoro.
Sembra infatti che il progetto iniziale, autorizzato dalle amministrazioni comunali, prevedesse solamente la sostituzione dei cavi esterni e delle relative scatole di derivazione, senza tuttavia modificare le strutture esistenti.
Vediamo cosa afferma Telecom Italia, nelle lettere-omaggio inviate agli
amministratori di condominio. "Si tratta di lavori di adeguamento della
rete telefonica che, tra l'altro, miglioreranno la qualità del servizio
telefonico, oltre a permettere l'accesso ai nuovi servizi multimediali
di telecomunicazioni offerti da operatori regolarmente autorizzati".
"Sarà cosi' possibile, da ogni appartamento, scegliere tra
una vasta gamma di canali TV, accedere a banche dati, effettuare acquisti,
compiere operazioni bancarie, etc."
Ancora una volta la storia si ripete, come quando gli Achei, dopo dieci anni di assedio, riuscirono ad entrare nella città di Troia, nascosti dentro al mitico cavallo.
Il cavo esterno si è così trasformato in una "colonna montante" interna al condominio.
E qui l'utente si trova a "scegliere" tra due soluzioni: o lasciare l'intero onere dei lavori alla Telecom Italia (con quale garanzia, conoscendo la vecchia volpe, che tutto torni come prima?), oppure assumendo il condominio l'onere dei lavori, con la Telecom che fornisce i materiali e offre un "contributo" di L.200.000 per unità abitativa, previa stipula di una particolare "convenzione".
In entrambi i casi, Telecom Italia "avrà l'uso esclusivo degli impianti e delle infrastrutture installate".
Concetto che viene ulteriormente precisato nella "convenzione" standard citata: "Le infrastrutture, ivi comprese quelle di non immediato utilizzo, rimarranno ad uso esclusivo della Telecom Italia S.p.A. L'impianto di Telecomunicazione rimarrà sempre di proprietà della stessa".
In parole povere, il nostro amato monopolista, da sempre allergico alla libera concorrenza, da un lato si assicura la prosecuzione del monopolio sul cavo telefonico delle utenze private, anche dopo la liberalizzazione del mercato del 01/01/98, dall'altro mette il cappello sulla sedia anche per quanto riguarda la TV via cavo e il telelavoro. Quindi, al posto di un monopolio sulla telefonia di base, ne avremo uno sul cavo telefonico e uno sul cavo multimediale!!! Entrambi in mano dello stesso "padrone"!
E allora che fare? Siamo proprio perduti?
Domanda: firmereste una cambiale in bianco?
Certamente no!
E allora qualsiasi condomino, prima di decidere se sottoscrivere la "convenzione", ha diritto a chiedere di ottenere copia del progetto dei lavori e delle relative autorizzazioni concesse dal Comune. Così ognuno potrà confrontare se l'oggetto dei lavori coincide col progetto originario approvato e se tutto si è svolto regolarmente!
E se non vogliono dare copia del progetto e dell'autorizzazione?
Allora niente firma!
Per il Comitato Vittime della Sip-Telecom
Il Presidente: Ing. Lorenzo Filippi
Comitato Vittime della Sip-Telecom sipvittime@lking.it