
Unità per il monitoraggio
Informativa sullo stato di avanzamento dei processi di implementazione dell'accesso disaggregato alla rete locale, carrier preselection e number portability
Pubblicata sul sito AGCom in data 11/01/01
1) ACCESSO DISAGGREGATO A LIVELLO DI RETE LOCALE
A) Stato di implementazione della fase della sperimentazione
b.1 Criticità connesse alle condizioni economiche proposte da Telecom Italia
b.2 Service Level Agreement
b.3 Vincoli tecnici
b.4 L'Offerta CVP
b.5 Il servizio di co-locazione
b.5.1 Definizione di spazi standard per la co-locazione
b.5.2 Procedure per la pianificazione delle attività di co-locazione
b.6 Altre questioni
A) Stato di implementazione e problematiche emerse
a.1 Attivazioni respinte
a.2 Gestione degli ordini non andati a buon fine per cause imputabili agli operatori
a.3 Richiesta di attivazione per gli utenti c.d. “complessi” e per le utenze c.d. “non consolidate”
a.4 Passaggio di un utente dal profilo A a quello B
a.5 Eventuale aumento del numero degli ordinativi giornalieri di CPS
A) Stato di implementazione e problematiche emerse
B) Necessità di interventi da parte dell’Autorità
La presente nota rappresenta lo stato di avanzamento delle attività dell’Unità per il Monitoraggio (di seguito UPIM o l’Unità) di cui alla delibera 5/00/CIR, in merito all’implementazione dei servizi di accesso disaggregato a livello di rete locale (il cd. Unbundling del local loop, di seguito ULL), preselezione dell’operatore (di seguito Carrier Preselection o CPS) e portabilità del numero (di seguito Number Portability o NP).
Riguardo alle tematiche illustrate al punto B (fino al paragrafo b.4), si riportano in dettaglio le posizioni di Telecom Italia in relazione alla propria Offerta di Riferimento del 12 maggio 2000, espresse nell’ambito degli incontri in sede UPIM ed in risposta alle posizioni degli altri Operatori (di seguito OLO) riportate nel documento pubblicato sul sito Web dell’Autorità in data 10 ottobre 2000.
Si sottolinea, infine, che il presente documento non riporta alcun riferimento alle decisioni prese dall’Autorità in merito agli aspetti tecnico-procedurali e alle condizioni economiche dei servizi di accesso disaggregato a livello di rete locale, nonché alle procedure per le attività di predisposizione ed attribuzione degli spazi di co-locazione.
In relazione all’implementazione dei servizi di accesso disaggregato a livello di rete locale, si ricorda preliminarmente che:
Si riporta di seguito una sintesi delle principali problematiche, raggruppate per aree tematiche, emerse nel corso degli incontri del 3, 16 e 20 ottobre u.s., nonché 20 novembre e 1° dicembre 2000. Nel testo, sono evidenziate le posizioni di Telecom Italia e degli OLO emerse sia nell’ambito degli incontri, sia in documenti ufficiali inviati all’Autorità.
La posizione di TI
TI sostiene che le condizioni economiche proposte sono state determinate sulla base della metodologia dei costi storici pienamente allocati che non permette di tener conto di miglioramenti in termini di efficienza della società, né di eventuali economie di scala. E’ a causa dell’utilizzo di tale metodologia, pertanto, che il prezzo dell’ULL risulta superiore al canone mensile offerto all’utenza. Per quanto riguarda il contributo aggiuntivo richiesto agli OLO per l’utilizzo della coppia in rame ai fini di fornire il servizio ADSL, esso è giustificato dalla necessità di specifiche attività manuali di qualificazione della coppia (acquisizione dei dati della linea e verifica dei valori di attenuazione del collegamento e della compatibilità spettrale dello stesso in ambiente cavo), mentre sull’imputazione dei costi relativi al deficit sull’accesso, TI dichiara di non addizionare alcun costo ad esso relativo che riguarda l’utenza residenziale. In questi termini, TI sostiene che l’orientamento al costo delle condizioni economiche dell’ULL non può essere verificato attraverso il confronto con i prezzi agli utenti finali.
La posizione di TI
Con riguardo alle contestazioni mosse dagli OLO, TI ritiene che, prima di valutare la necessità di apportare eventuali modifiche agli SLA proposti con l’introduzione di relative penali, si debba attendere la reale operatività dell’ULL, almeno al primo semestre del 2001.
La posizione di TI
a) Il canale numerico
Per quanto riguarda il servizio “canale numerico Nx64”, TI sostiene che, nello spirito della direttiva 98/10/CEE, l’implementazione dell’ULL debba avvenire “utilizzando risorse esistenti” mentre la fornitura del canale numerico Nx64 comporta ulteriori investimenti.
b) Prolungamento dell’accesso: canali STM4, portanti trasmissivi, infrastrutture civili
Per quanto riguarda i flussi trasmissivi STM4, TI dichiara di non averli inseriti nell’Offerta poiché essa stessa non li utilizza nel tratto di rete tra SL e SGU e di aver formalizzato, diversamente, l’offerta per il prolungamento dell’accesso tramite canale numerico, ritenendo la realizzazione del prolungamento con portanti trasmissivi e infrastrutture civili fattispecie di assoluta eccezionalità. Il canale numerico, infine, è ritenuto dalla società maggiormente compatibile con il limite dei tre anni previsto per la fornitura del servizio.
c) La definizione dei tempi di fornitura per il servizio di prolungamento con capacità superiore ai 2 Mbit/s
Su questo aspetto, TI sostiene che, a causa del necessario utilizzo di risorse scarse (fibra ottica), i tempi di fornitura per il servizio di prolungamento con capacità superiore ai 2 Mbit/s richiedono una valutazione caso per caso, da effettuarsi a valle di uno studio di fattibilità.
d) Per quanto riguarda l’accesso alla singola fibra e ai moduli da 8, TI dichiara che essa stessa non li utilizza e, pertanto, non è tenuta a fare ulteriori investimenti in tal senso.
e) Per quanto riguarda il trasloco di un OLO con ULL verso un diverso SL o verso un altro sito posto nell’ambito dello stesso SL, la società dichiara che le relative procedure sono previste nel “Manuale di procedura”. Pertanto, in caso di trasloco ed in caso di esito positivo dello studio di fattibilità, l’OLO dovrà presentare una domanda di disattivazione del vecchio accesso ULL e di attivazione del nuovo.
f) Per quanto riguarda alcuni ulteriori dati tecnici, servizi e processi richiesti dagli OLO, TI rileva quanto segue:
Con riguardo a questo specifico tema, si sottolinea come tale argomento, oggetto di una istruttoria ad hoc, non rientri negli argomenti trattati in sede UPIM. Per completezza, comunque, si ritiene opportuno riportare la posizione espressa da Telecom Italia al riguardo.
La posizione di TI
Per quanto riguarda la posizione di TI con riferimento all’Offerta CVP, la società dichiara che tale Offerta non rientra nell’Offerta di Riferimento, poiché le condizioni economiche di quest’ultima vengono determinate secondo l’approccio “retail minus”, mentre quelle dei servizi inclusi nell’Offerta di Riferimento seguono il principio “cost based”.
La società precisa che l’offerta in questione rappresenta uno strumento transitorio fornito agli OLO fino alla completa operatività dell’ULL. In particolare, l’obbligo consiste nella messa a disposizione dei sistemi di accesso xDSL, già facenti parte dell’offerta, e non nella replica dell’offerta commerciale “retail” RING corrispondente. TI sottolinea, infine, che la fornitura del servizio in tecnologia SDH non è obbligatorio, dal momento che il ricorso a tale tecnologia non richiede l’utilizzo di una “essential facility”.
Nel corso degli incontri del 16 e 20 ottobre 2000, nonché del 1° dicembre 2000, l’UPIM si è focalizzata su particolari questioni di ordine pratico relative al servizio di co-locazione. In particolare, l’Autorità ha posto agli operatori presenti i seguenti quesiti, necessari per avviare la fase della sperimentazione.
b.5.1 Definizione di spazi standard per la co-locazione
L’Autorità, con lettera del 17 ottobre, ha richiesto agli operatori di esprimersi sulla definizione di un modulo standard per la co-locazione, ponendo varie alternative, quali l’adozione del criterio in termini di “metro quadrato” (corredato di ulteriori indicazioni in termini di dissipazione e potenza e eventuali parametri di forma ottimali alla installazione degli apparati), ovvero di “tipologia di telaio equivalente”.
La posizione degli
OLO
Sul punto sollevato, non vi è stato parere unanime da parte
degli OLO. Alcuni operatori, infatti, si sono espressi a favore del telaio
equivalente come modulo minimo, mentre altri hanno dichiarato di preferire
il parametro “metro quadro”, per non vincolare la scelta tecnologica
dell’operatore. Altri ancora, infine, hanno dichiarato la necessità
di affiancare al modulo minimo il criterio della potenza assorbita e
dissipata.
In ogni caso, gli OLO hanno dichiarato che lo spazio minimo deve essere
sufficiente e tale da non mettere l’operatore nelle condizioni di
dover richiedere, subito dopo la prima richiesta, un ampliamento dello
spazio.Per quanto riguarda l’aspetto relativo all’eventuale
mancanza di spazi necessari per soddisfare le richieste di co-locazione
per interconnessione e ULL, gli OLO hanno sottolineato l’impossibilità
di effettuare qualsiasi ipotesi di risoluzione del problema fino al momento
in cui non si abbia effettiva contezza degli spazi disponibili.
La posizione di
TI
TI ha premesso che per modulo si intende l’elemento minimo replicabile
il numero di volte necessario per soddisfare le richieste degli OLO. In
tale contesto, il modulo minimo equivale a un telaio N3 monofronte, con
l’aggiunta di uno spazio di rispetto per garantire uno spazio di
manovra e uno di passaggio. In termini di metri quadrati, tale spazio
corrisponde a circa 2 mq. In tale contesto, TI ha sottolineato la necessità
di conoscere a priori i fabbisogni degli OLO in termini di spazi, al fine
di predisporre lo studio di fattibilità dei siti. TI ha inoltre
sottolineato la necessità di definire un criterio di priorità
di soddisfazione delle richieste, qualora si richieda uno stesso spazio
per interconnessione e/o per ULL, esprimendo la propria preferenza in
termini di priorità assegnata alla destinazione degli spazi per
finalità relative all’ULL, anche sulla base del fatto che
l’interconnessione può avvenire in modalità alternative
alla co-locazione nei siti TI. In particolare, TI dichiara che si potrebbe
prevedere una procedura per cui, in caso di mancanza di spazi per ULL
e contestuale disponibilità di spazi condivisi per
interconnessione,
si trasformi la stessa sala da condivisa per interconnessione a condivisa
per ULL.
b.5.1.1 L’utilizzo del telaio N3
La posizione degli
OLO
Alcuni OLO hanno sostenuto che, essendo lo spazio per un solo telaio
N3 non sufficiente ad attestare 100 clienti nella fase della
sperimentazione,
si configura un problema relativo alla gestione del maggior numero di
clienti nella fase a regime. In particolare, la soddisfazione dei 100
clienti dipende dalla combinazione della scelta dei servizi “broadband”
o “narrowband”. In tale contesto, la scelta del telaio
N3 potrebbe rivelarsi inadeguata, dal momento in cui l’ULL favorirà
lo sviluppo della prima tipologia di servizio.
La posizione di
TI
TI sostiene che, essendo state effettuate tutte le valutazioni propedeutiche
all’avvio della fase della sperimentazione sulla base del modulo
del telaio N3 (in quanto indicato nella delibera 2/00/CIR), al fine di
individuare quanti telai N3 potessero entrare nelle singole centrali,
non è auspicabile che tale criterio venga modificato. Sulla base
delle valutazioni, avendo come modello il modulo prescelto, si è
inoltre verificata la possibilità di soddisfare tutte le richieste
degli OLO. In ogni caso, il telaio N3 è sufficiente a servire 100
linee, mentre il problema riguarda la disponibilità dello spazio
nel momento in cui il numero di richieste per uno stesso sito dovesse
rivelarsi superiore allo spazio necessario per soddisfarle tutte.
b.5.2 Procedure per la pianificazione delle attività di co-locazione
L’Autorità, nel documento del 17 ottobre 2000, ha indicato il seguente percorso:
Fase 1
Fase 2
Posizione degli
OLO
Tutti gli operatori si sono dichiarati d’accordo con la procedura
indicata, sottolineando, tuttavia, alcuni ritardi nell’approntamento
e consegna di determinati siti da parte di TI.
Posizione di TI
TI ha dichiarato che i siti sono stati consegnati nei tempi previsti
e che gli SL sarebbero stati disponibili a partire da fine ottobre, inizio
di novembre 2000, precisando, tuttavia, di non disporre di un sistema
informatico centralizzato contenente lo stato di disponibilità
di spazi per co-locazione ai fini ULL.
Più in generale, TI ribadisce la procedura contenuta nell’Offerta
e sottolinea come le tipologie di co-locazione per ULL ritenute fattibili
siano di quattro tipi: co-locazione fisica di tipo A (interna all’edificio);
di tipo B (nel recinto di centrale); sito OLO nelle immediate vicinanze
e co-locazione virtuale di tipo A e B (gestione e manutenzione di TI degli
apparati OLO o affitto di apparati TI agli OLO – gestiti e mantenuti
dalla stessa TI -). La procedura prevede che la richiesta di co-locazione
possa essere presentata a valle della richiesta di accesso disaggregato
da parte di un cliente attestato allo SL interessato. In tale contesto,
TI ritiene che svincolare il servizio di fornitura della co-locazione
dalle richieste di accesso disaggregato, sostituendolo con un’attività
di “prenotazione” delle risorse esistenti, significherebbe
vanificare l’attività di pianificazione dei singoli
operatori.
Sulla base della procedura indicata e contenuta nell’Offerta di
TI, a seguito della manifestazione della volontà del cliente, TI
predispone uno studio di fattibilità e, una volta approvato il
progetto dall’OLO, il servizio di co-locazione.
Con riferimento alle singole fasi della procedura, le parti hanno espresso i seguenti orientamenti:
a. Fornitura da parte di TI delle informazioni su tutti i siti di co-locazione
Posizione degli
OLO
Gli OLO ribadiscono l’importanza di disporre delle informazioni
relative alle mappe di coperture degli SGU e SL remoti e agli archi di
numerazione preliminarmente all’avvio del servizio. Al
proposito,
la maggior parte degli operatori si è espressa a favore della pubblicazione
“riservata” sul sito Web delle informazioni richieste, coperte
naturalmente da confidenzialità attuabile, ad esempio, attraverso
l’utilizzo di una password per l’accesso alle informazioni.Per
quanto riguarda le mappe, in particolare, gli OLO hanno richiesto che
le stesse siano fornite in formato elettronico. Sul termine per la disposizione
di tali informazioni, gli OLO hanno indicato, come scadenza, un periodo
variabile tra metà novembre e fine dicembre 2000. Un singolo
operatore, infine, ha indicato una scadenza differente a seconda dei siti, proponendo
dicembre 2000 per le informazioni relative ai siti ubicati nei capoluoghi
di provincia e gennaio 2001 per tutti gli altri.
Posizione di TI
TI sostiene che, durante la fase della sperimentazione fornirà
le mappe dei vari SL (aree di copertura degli SL e ubicazione), per zone
delimitate secondo criteri amministrativi o di copertura dei vari SGU,
su richiesta dell’OLO e contestualmente alla disponibilità
del sito; tali informazioni sono sufficienti per permettere una pianificazione
dell’ULL. Nella fase a regime, diversamente, che verrà avviata
una volta accertata l’avvenuta attivazione di tutte e 100 le linee
per OLO, per SGU, le mappe degli SL verranno fornite preliminarmente alle
richieste degli OLO. Per quanto riguarda le informazioni relative agli
archi di numerazione, TI sostiene che le stesse non siano funzionali alla
realizzazione del servizio di accesso disaggregato.
Per quanto riguarda la disponibilità degli spazi, infine, TI sostiene
che, costituendo gli immobili una risorsa strategica dell’azienda,
la gestione degli stessi non può che rimanere sotto il controllo
della società.
b. Manifestazione di interesse da parte degli OLO circa la co-locazione nei vari siti, con specificazione degli spazi richiesti (ed eventuale grado di priorità assegnato a ciascuno spazio)
Nel corso degli incontri, è emersa la necessità di definire procedure trasparenti e non discriminatorie per l’assegnazione degli spazi, nel caso in cui gli stessi si configurino come risorse scarse. In tale contesto, si è presa in considerazione l’ipotesi di procedere all’assegnazione sulla base del meccanismo delle priorità assegnate da ciascun OLO ad ogni sito di cui si richieda la co-locazione. Sul punto, gli OLO hanno indicato tempi diversi per la manifestazione della volontà, variabili tra 10 e 20 giorni dalla disponibilità delle informazioni. Una sola impresa, in particolare, ha proposto una scadenza di fine gennaio 2001 per la manifestazione di interesse sui siti ubicati nei capoluoghi di provincia e una di fine febbraio 2001 per gli altri siti.
c., d., e., f. Identificazione di un determinato numero n di siti, espletamento ed esiti dello studio di fattibilità
La posizione degli
OLO
Gli OLO hanno espresso posizioni divergenti, soprattutto in merito
alla tempistica da assegnare a Telecom Italia per lo svolgimento dello
studio di fattibilità, proponendo tempi variabili tra i 10 e i
30 giorni. Per quanto riguarda la modalità di identificazione della
priorità da assegnare a ciascun sito, gli operatori hanno dichiarato
che non può che non farsi riferimento alle preferenze espresse
dagli OLO stessi, quale unico criterio valido per l’identificazione
dei siti prioritari per la fase 1. COLT, inoltre, ha ritenuto accettabile
il principio basato sul criterio dei capoluoghi di regione.
A seguito della comunicazione dei risultati relativi allo studio di fattibilità,
ed in caso di esito positivo, alcuni OLO hanno ritenuto impegnativa la
propria richiesta di co-locazione, mentre altri hanno ritenuto che la
manifestazione di interesse non avesse carattere impegnativo.
La posizione di
TI
Per quanto riguarda la fase successiva all’espletamento dello
studio di fattibilità, TI ha sottolineato l’importanza del
fatto di considerare impegnativi la manifestazione di interesse degli
OLO che, così facendo, darebbe luogo alla contestuale attività
di predisposizione dei siti di co-locazione. La società ha inoltre
precisato che il servizio di co-locazione verrà fornito in un tempo
variabile tra i 15 e i 120 giorni lavorativi.
Avvio della Fase 2
Non tutti i partecipanti al tavolo dell’UPIM si sono espressi su tale aspetto. L’opinione prevalente tra gli OLO è che, comunque, sia opportuno che vi sia il maggior grado di sovrapponibilità possibile tra il termine della fase 1 e l’inizio della fase 2.
Oltre ai temi trattati, TI ha specificato anche la propria posizione in merito al servizio di co-locazione virtuale, sostenendo di non aver formalizzato la relativa offerta poiché essa rappresenta una soluzione marginale rispetto alla co-locazione fisica ed, in più, dipendendo dalla tipologia dei servizi richiesti e dagli apparati TI presenti nei siti per i quali è stata richiesta la co-locazione virtuale, non è possibile formulare un’Offerta standard. TI dichiara, inoltre, che i tempi di realizzazione della co-locazione virtuale non possono essere inferiori a quelli previsti per quella fisica ed, infine, che il confronto tra il servizio di co-locazione virtuale e housing per interconnessione effettuata dagli OLO non sia pertinente.
Un operatore, infine, ha sollevato la problematica relativa al possibilità, per gli OLO, di utilizzare lo spazio dato in co-locazione sia in sala dedicata per interconnessione che in sala condivisa per l’ULL, per interconnettersi tra loro o per permettere ad un cliente presente in co-locazione presso una centrale TI o ad un OLO di usufruire delle infrastrutture trasmissive di altri operatori.
Nel corso degli incontri, è emersa la necessità di alcuni chiarimenti da parte dell’Autorità in merito a specifiche problematiche.
In particolare, le parti hanno richiesto all’Autorità di chiarire:
Le questioni relative alla Carrier Preselection sono state specificamente affrontate nel corso degli incontri dell’UPIM del 3 ottobre e del 1° dicembre 2000.
In tale sede, le principali problematiche hanno riguardato:
La posizione degli
OLO
Gli OLO hanno provveduto a fornire una stima delle percentuali di
rifiuto delle domande di attivazioni di CPS da parte di TI, complete di
una lista delle cause di rifiuto. Particolare risalto è stato dato
alle problematiche relative agli ordinativi respinti perché pervenuti
con codice fiscale errato o mancante.
La posizione di
TI
TI ha assicurato all’Autorità che avrebbe provveduto
ad aggiornare i propri sistemi informatici per garantire l’attivazione
delle domande pervenute secondo quanto disposto dalla delibera 4/00/CIR
e ha precisato che, comunque, dal 15 settembre gli ordinativi senza P.IVA
o con codice fiscale errato vengono lavorati, mentre gli stessi ordinativi
pervenuti prima del 15 settembre verranno riprocessati.
La posizione degli
OLO
Gli OLO hanno dichiarato che il costo relativo alla gestione degli
ordinativi non andati a buon fine per cause imputabili agli operatori
viene sostenuto dall’OLO stesso. E’ tuttavia emersa una disparità
di trattamento tra gli stessi OLO, alcuni dei quali hanno dichiarato di
sostenere tutto il costo, mentre altri solo una quota parte dello stesso,
variabile a seconda dell’accordo raggiunto con TI.
La posizione di
TI
TI ha dichiarato che all’OLO viene imputata una quota parte
del costo sostenuto, il cui ammontare non è ancora stato
determinato.
La posizione degli
OLO
Alcuni OLO hanno lamentato il fatto che TI non accetti le richieste
di attivazione per le linee c.d. “complesse” perché
superano la quantità prevista di richieste giornaliere. Gli OLO
hanno inoltre sottolineato la necessità di definire la locuzione
“utenze non consolidate”, essendo una delle più frequenti
cause di rifiuto da parte di TI.
La posizione di
TI
TI ha dichiarato che il processamento delle richieste delle utenze
c.d. “complesse”, si rivela particolarmente problematica a
causa della numerosità. Per quanto riguarda le “utenze non
consolidate”, TI si è impegnata a fornire spiegazioni.
La posizione degli
OLO
Gli OLO lamentano il fatto che un cliente che sia già attivato
in CPS in profilo A, debba necessariamente effettuare una nuova richiesta
di attivazione in CPS per passare al profilo B.
La posizione di
TI
TI dichiara che il problema verrà risolto attraverso l’adeguamento
progressivo del sistema informatico.
La posizione degli
OLO
Tutti gli operatori si sono espressi a favore di un aumento del numero
massimo di attivazioni giornaliere di CPS da parte di Telecom Italia,
dovuto ad una sempre crescente quantità di richieste che, ai ritmi
attuali, non è possibile soddisfare.
La posizione di
TI
TI ha escluso la possibilità di aumentare il numero di ordinativi
giornalieri, a causa dell’impossibilitò di adeguare il sistema
informativo, già gravato oltre misura dall’attuale sistema.
A livello più generale, inoltre, TI considera il numero di attivazioni
giornaliere attualmente previsto (12.000) come adeguato alle necessità
del mercato.
Per quanto riguarda gli aspetti relativi alla CPS, gli OLO hanno richiesto che l’Autorità vigili affinché venga rispettato il principio di non discriminazione da parte di TI, , sottolineando alcune criticità ricorrenti, quali il mancato adeguamento del sistema informatico di TI, la mancata specificazione della motivazione sottostante al rifiuto di attivazione (per codice fiscale mancante o errato, utenza c.d. “complessa” o “non consolidata, ecc..) e l’incongruenza tra le informazioni contenute nelle stesse banche-dati di TI.
TI, a sua volta, ha chiesto all’Autorità di pronunciarsi sul problema relativo alle attivazioni non volute, derivanti dalle lamentele di un numero sempre maggiori di clienti che dichiara di non aver mai richiesto l’attivazione delle CPS. TI, in particolare, denuncia la presenza di clausole considerate vessatorie nei contratti di stipulazione di CPS da parte di determinati operatori e, infine, ha sottolineato la necessità di definire un’informazione alternativa al codice fiscale, considerata ancora come l’unico elemento in grado di identificare il cliente.
La questione relativa alla Number Portability è stata affrontata nella riunione dell’UPIM del 3 ottobre 2000.
La posizione degli
OLO
Nel corso della riunione del 3 ottobre 2000, gli OLO hanno consegnato
e presentato un documento congiunto, il cui contenuto toccava i seguenti
temi:
1) la block number portability;
2) la portabilità del numero per numerazioni non geografiche;
3) gli aspetti critici della portabilità successiva;
4) la procedura di “cut over” per NP;
5) gli impatti competitivi delle specifiche tecniche della NP;
6) gli aspetti economici;
7) la scarsità di numerazione;
8) il database dei numeri portati;
9) l’adeguamento alla delibera n. 7/00/CIR.
Relativamente al punto 1), gli OLO hanno indicato, tra i vantaggi, la maggiore efficienza complessiva del sistema e il miglior bilanciamento economico, a condizione che i costi dell’onward ruting rimangano invariati, mentre hanno sottolineato le problematiche derivanti dalla necessità di riconfigurazione delle centrali (in termini di tempi e costi) e dal pagamento dei costi di transito da parte della rete originating. Per quanto riguarda il punto 2), si rimanda a quanto indicata alla successiva lett. B).
Sui punti 3), 4) e 5), gli OLO hanno indicato la necessità di sincronizzare gli interventi relativi alla procedura del cut over, sottolineando come tale procedura non richieda la conclusione di un contratto di interconnessione tra donating e recipient. Con riferimento alla problematica relativa alla discontinuità del servizio, inoltre, gli OLO hanno manifestato l’esigenza di determinare diversi livelli di SLA, sulla base dell’interruzione del sevizio consentita, e diversificati a seconda della tipologia del cliente (residenziale o business). Per quanto riguarda l’impatto competitivo delle specifiche tecniche sulla NP, infine, gli OLO hanno dichiarato che TI dovrebbe utilizzare come routing number un qualsiasi decamigliaio del Recipient nell’area di interconnessione.
Sul problema relativo alla scarsità di numerazione (punto 7), gli OLO hanno ribadito la mancanza di decamigliai per i nuovi operatori e l’assenza di trasparenza nel processo di assegnazione delle risorse di numerazione e hanno sottolineato l’urgenza di estendere a tutti gli OLO l’utilizzo di sottoblocchi da 1000 numeri nelle aree locali appartenenti allo stesso distretto.
Sul punto 8), gli OLO hanno dichiarato che è necessario accelerare il processo di costituzione del database dei numeri portati previsto dalla delibera 4/CIR/99. Per quanto riguarda, infine, le questioni relative all’adeguamento alla delibera 7/00/CIR (punto 9), gli OLO denunciano il fatto che TI richieda loro informazioni che la delibera in questione considera non indispensabili e che sono, per di più, già conosciute da TI (quali, ad esempio, il tipo di linea).
La posizione di
TI
TI ha specificato di aver reso disponibile la NP non geografica da
febbraio 2000 e di aver completato a luglio 2000 la diffusione della NP
geografica su tutto il territorio nazionale.
TI ha tuttavia sottolineato la questione relativa alla mancata operatività del principio di reciprocità per cui non tutti gli OLO sono in grado di fornire la prestazione sulla propria rete. Con specifico riguardo alla portabilità del numero per numerazioni non geografiche, TI ha precisato che tale portabilità determinerebbe due tipi di problemi: il primo, relativo all’identificazione del chiamante; il secondo, di carattere economico, relativo alla commistione tra l’attuale tariffazione di questi numeri e quella che verrebbe applicata dall’OLO nel momento del passaggio da un operatore ad un altro. La società ha inoltre dichiarato che, a seguito della delibera 7/00/CIR e dei nuovi obblighi a carico di TI in essa contenuti, sono scaturite due voci di costo aggiuntive per TI, ovvero quella relativa alla comunicazione preventiva di data e ora del cut over e quella relativa al servizio di assistenza che TI presta all’OLO al momento del passaggio del numero. La maggiore difficoltà rilevata da TI si riscontra, in particolare, nella comunicazione preventiva all’OLO dell’ora esatta del cut over, specificando che la discontinuità del servizio potrà essere valutata solo nel caso di utenze con particolari esigenze.
Con riferimento alla block number portability, TI ha dichiarato che tale servizio non è al momento previsto dalla normativa vigente.
Gli OLO hanno chiesto all’Autorità di esprimersi sull’art. 5 della delibera 4/CIR/99 nel quale si dispone “La Service Provider Portability per numerazioni non geografiche si applica a numerazioni quali quelle per i servizi di addebito al chiamato, di addebito ripartito e di tariffa premio”, chiedendo, in particolare, cosa si intenda con la locuzione “quali quelle”. Sul tema del cut over, inoltre, gli OLO hanno richiesto l’emanazione di un Regolamento operativo che definisca le relative procedure. Infine, gli OLO hanno sottolineato come nelle delibere 4/CIR/99 e 7/00/CIR non vengano specificate le modalità di attribuzione, all’interno della capacità dichiarata, degli ordinativi che si riferiscono a numeri non geografici.