Delibera n. 5/02/CIR

Valutazione e richiesta di modifica dell’offerta di interconnessione forfettaria per accesso ad Internet di Telecom Italia di cui alla delibera n. 25/01/CIR

Pubblicata sul sito AGCom in data 20/03/02
In corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

Art. 1 (Condizioni economiche di offerta)
Art. 2 (Condizioni tecniche di offerta)
Art. 3 (Disposizioni finali)

L'AUTORITÀ

NELLA riunione della Commissione per le infrastrutture e le reti del 12 marzo 2002;

VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, "Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 25 agosto 1997, in particolare, l’articolo 1, comma 6, lettera a), nn. 7 e 8, e l’articolo 5 della suddetta legge;

VISTA la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 97/33/CE del 30 giugno 1997, relativa alla "Interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire il servizio universale e l’interoperabilità attraverso l’applicazione dei principi di fornitura di una rete aperta (ONP)";

VISTA la raccomandazione della Commissione europea 98/195/CE dell'8 gennaio 1998, concernente "L'interconnessione in un mercato delle telecomunicazioni liberalizzato (parte 1 - fissazione dei prezzi di interconnessione)" ed i successivi aggiornamenti;

VISTA la raccomandazione della Commissione europea 98/322/CE dell’8 aprile 1998, concernente "L’interconnessione in un mercato delle telecomunicazioni liberalizzato (parte 2 - separazione contabile e contabilità dei costi)" ed i successivi aggiornamenti;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, "Regolamento per l'attuazione di direttive comunitarie nel settore delle telecomunicazioni", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 22 settembre 1997;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 11 gennaio 2001, n. 77, "Regolamento di attuazione delle direttive 97/51/CE e 98/10/CE, in materia di telecomunicazioni", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 29 marzo 2001;

VISTO il decreto ministeriale 25 novembre 1997, "Disposizioni per il rilascio delle licenze individuali nel settore delle telecomunicazioni", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 4 dicembre 1997;

VISTO il decreto ministeriale 23 aprile 1998, "Disposizioni in materia di interconnessione nel settore delle telecomunicazioni", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 133 del 10 giugno 1998;

VISTA la delibera n. 197/99, adottata dal Consiglio dell’Autorità nella riunione del 7 settembre 1999, "Determinazione degli organismi di telecomunicazioni aventi notevole forza di mercato";

VISTA la delibera n. 6/00/CIR, "Piano di numerazione nel settore delle telecomunicazioni e disciplina attuativa", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 21 luglio 2000;

VISTA la delibera n. 20/01/CIR, "Consultazione pubblica: indagine conoscitiva riguardante le condizioni di offerta per l'accesso ai servizi Internet", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 25 agosto 2001, e le risultanze di tale consultazione;

VISTA la delibera n. 25/01/CIR, "Disposizioni in merito all’introduzione nell’offerta di interconnessione di riferimento del servizio di raccolta su base forfetaria per il traffico Internet", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 17 gennaio 2002;

VISTE le integrazioni all’Offerta di Riferimento per l’anno 2001, inviate da Telecom Italia all’Autorità in data 22 gennaio e 1° febbraio 2002, ai sensi della menzionata delibera n. 25/01/CIR;

VISTA la delibera n. 4/02/CIR, "Valutazione e richiesta di modifiche dell’Offerta di Riferimento per l’anno 2001 di Telecom Italia", in corso di pubblicazione;

SENTITA la società Telecom Italia in sede di audizione in data 26 febbraio 2002 e 6 marzo 2002, e visti i documenti dalla stessa presentati;

VISTI gli atti del procedimento;

CONSIDERATO quanto segue:

A. Il procedimento istruttorio

Telecom Italia ha inviato all’Autorità in data 22 gennaio 2002 una proposta di integrazione all’Offerta di Riferimento per il 2001, in ottemperanza alla delibera n. 25/01/CIR che richiedeva l’inserimento di un servizio di interconnessione su base forfetaria per l’accesso ad Internet.

In data 1° febbraio 2002, Telecom Italia ha inviato un’integrazione a tale proposta contenente le condizioni economiche per il servizio di raccolta forfetaria a livello distrettuale ed il manuale di procedure e Service Level Agreement.

L’Autorità ha, pertanto, avviato l’attività di valutazione di tale offerta. Nell’ambito di tale valutazione, è stata approfondita la metodologia adottata da Telecom Italia con riferimento al calcolo delle condizioni economiche, la configurazione tecnica del servizio proposta da Telecom Italia, nonché sono stati effettuati confronti approfonditi con altre Autorità nazionali di regolamentazione in Paesi che hanno già introdotto tale servizio.

B. La descrizione dell’offerta di Telecom Italia

L’offerta proposta da Telecom Italia si configura come un servizio di raccolta forfetario a livello di SGU, distrettuale e di SGT, applicabile al traffico rivolto a numerazioni in decade 7 con le seguenti condizioni economiche:

 

€/anno

SGU

23.648

SGU Distrettuale

33.000

SGT

43.000

Il servizio prevede il trabocco del traffico eccedente la capacità acquistata su flussi a consumo utilizzati indifferentemente per il traffico fonia e per il traffico decade 7, presenti sul medesimo autocommutatore.

Il trabocco del traffico ha un limite massimo verificato da Telecom Italia: è consentito il superamento di un predeterminato tasso di trabocco, espresso in termini percentuali rispetto al traffico offerto, tasso variabile in funzione del numero di canali forfetari attivati dall’operatore, per non più di 2 ore al giorno per un massimo di 10 giorni al mese anche non consecutivi; superato detto limite Telecom Italia segnala all’operatore la necessità di provvedere ad incrementare il numero di flussi FRIACO.

L’operatore è tenuto ad individuare i blocchi da 100 numeri in decade 7 sui quali desidera che sia applicata l’offerta forfetaria, indipendentemente dalla corrispondente offerta retail. Per gestire in maniera differenziata il traffico FRIACO è previsto l’utilizzo di un routing number specifico.

L’operatore può trasformare i circuiti a consumo in circuiti forfetari e viceversa, senza alcun aggravio di costo. Telecom Italia prevede tuttavia una clausola per cui tra una richiesta di trasformazione e l’altra, riferite al medesimo flusso di interconnessione, devono trascorrere almeno 6 mesi.

Per garantire l’integrità della rete, sono previsti i parametri qualitativi di seguito elencati diversificati da quelli previsti per i servizi sia voce che dati su base minutaria.

 

FRIACO

Servizi voce

Decade 7

ASR1 orario

90%

50%

90%

ASR nel quarto d’ora

80%

30%

70%

SCH2

50 impegni/ora

70 impegni/ora

70 impegni/ora

1 ASR Answer Seizure Ratio: rapporto fra numero di risposte e numero di occupazioni verificate all'interfaccia
2 SCH Seizure per Circuit per Hour

La proposta di Telecom Italia prevede, inoltre, due limitazioni: la prima relativa all’indisponibilità immediata al servizio di circa il 4% degli impianti SGU ed SGT, la seconda relativa ad un limite massimo per i flussi a capacità attivabili a livello SGT per singolo operatore interconnesso secondo il seguente criterio:

distretti con 0-1 SGU:

max 3 circuiti per operatore

distretti con 2-4 SGU:

max 2 circuiti per operatore

distretti con più di 5 SGU:

max 1 circuito per operatore

Con riferimento al manuale di provisioning e Service Level Agreement, vengono indicati tempi di fornitura dei circuiti di interconnessione forfetaria.

C. La valutazione dell’Autorità

1. Le condizioni economiche

1.1 La metodologia proposta da Telecom Italia

Al fine della determinazione delle condizioni economiche, Telecom Italia ha proposto l’applicazione di un modello analogo a quello utilizzato dall’Autorità di regolamentazione del Regno Unito, OFTEL, adattato ai parametri e valori estratti dalla propria contabilità regolatoria relativa all’anno 2000, coerentemente con la base di costi utilizzata per gli altri servizi dell’Offerta di riferimento 2001.

In particolare, sono stati utilizzati i seguenti parametri di riferimento per la determinazione del livello di prezzo a livello di SGU.

Tabella 1 – Livello SGU

A

Minuti annui su tratta SL-SGU (LECO3) (milioni)

174.810

B

Numero di tratte SL-SGU:

68.579

C

Minuti per tratta (ovvero A/B) (milioni)

2,55

D

Costo medio minutario LECO4

0.46 €cent/minuto

E

Costo totale medio circuito LECO (ovvero D*C)

11.717 €

F

Erlang per Circuito tratta SL-SGU

0,5

G

Erlang per Circuito porta Friaco

0,9

H

Fattore correttivo (ovvero G/F)

1,8

I

Costo totale medio "corretto" circuito LECO (ovvero E*H)

21.090 €

L

Mark up costi operativi (ovvero 12.1%*I)

2.558 €

E

Totale costo servizio FRIACO a livello SGU (ovvero I+L)

23.648 €

3 LECO Local Exchange Call Origination
4 Corrispondente alla somma del costo minutario desunto dalla contabilità regolatoria pesato con i relativi routing factor dei seguenti elementi di rete: SL trasporto, SGU commutazione, SGU giunzione, SGU segnalazione, SL-SGU (funzione distanza) ed SL-SGU (non funzione distanza).

Il costo totale medio del circuito LECO viene moltiplicato per un fattore correttivo che è pari al rapporto tra gli Erlang totali di un circuito LECO misurati sulla rete di Telecom Italia nell’ora di punta, pari a circa 0,5, e gli Erlang stimati relativi all’utilizzo tipico di un circuito FRIACO specifici per traffico Internet, pari a 0,9. Il fattore correttivo applicato da Telecom Italia è pertanto pari a 0,9/0,5 ovvero a 1,8, che fornisce un valore medio "corretto" del circuito pari a 21.090 €/anno.

A tale valore viene poi applicato un mark-up che tiene conto dei costi operativi, stimati in misura pari al 12,1% dei costi di rete, ovvero pari a 2.558 €, per un costo totale del circuito FRIACO a livello di SGU pari a 23.648 €/anno.

Per la determinazione delle condizioni economiche a livello di SGT, sono stati adottati i seguenti parametri:

Tabella 2 – livello SGT

A

Minuti per tratta SGU-SGT (milioni)

4,13

B

Costo medio minutario tratta SGU-SGT5

0.30 €cent/minuto

C

Costo totale medio tratta (ovvero A*B)

12.594 €

D

Erlang per circuito tratta SGU-SGT

0,65

E

Erlang per circuito porta FRIACO

0,9

F

Fattore correttivo (ovvero E/D)

1,38

G

Costo medio circuito FRIACO (costo medio "corretto" a livello SGU +F*C)

38.469 €

H

Costi operativi (ovvero 12,1%*G)

4.531 €

I

Totale costo servizio FRIACO a livello SGT (ovvero G+H)

43.000 €

5 Corrispondente alla somma dei costi minutari pesati con i relativi routine factor desunti dalla contabilità regolatoria per il 2000 dei seguenti elementi di rete: SGU giunzione, SGU segnalazione, SGT commutazione, SGT giunzione, SGT segnalazione, SGU-SGT (funzione distanza), SGU-SGT (non funzione distanza)

Il costo a livello SGT è dunque determinato a partire dal valore individuato per il livello SGU aggiungendo i costi relativi alla tratta SGU-SGT stimati con la medesima metodologia.

Anche per la definizione del costo aggiuntivo viene applicato un fattore correttivo dato dal rapporto tra gli Erlang per Circuito stimati sulla porta FRIACO e gli Erlang per Circuito misurati sulla tratta SGU-SGT, ovvero 0.9/0.65.

Per la determinazione delle condizioni economiche a livello SGG distrettuale, sono stati adottati i seguenti parametri:

Tabella 3 – livello SGU distrettuale

A

Minuti anno tratta SGU-SGG (milioni)

2,42

B

Costo medio minutario tratta SGU-SGG

0,27 €cent/minuto

C

Costo totale medio tratta SGU-SGG (ovvero A*B)

6.497 €

D

Erlang per Circuito tratta SGU-SGG

0,7

E

Erlang per circuito porta FRIACO

0,9

F

Fattore correttivo su tratta SGU-SGG

1,29

G

Costo medio circuito FRIACO (ovvero costo medio "rettificato" a livello SGU +C*F)

29.471 €

H

Costi operativi commerciali (ovvero 12,1% * G)

3.529 €

I

Totale costo circuito FRIACO a livello SGG (ovvero G+H)

33.000 €

Il fattore correttivo applicato alla tratta SGU-SGG è valutato in maniera analoga ai precedenti ove però gli Erlang per circuito sulla tratta SGU-SGG sono stati stimati e non misurati.

1.2 Le considerazioni dell’Autorità sulle condizioni economiche

La metodologia proposta da Telecom Italia ed in particolare la stima effettuata di alcuni parametri caratteristici, presenta alcune criticità. Occorre, infatti, verificare che i parametri esposti siano da un lato sostenibili e dall’altro coerenti con i valori della contabilità regolatoria di Telecom Italia, nonché con gli altri valori dell’Offerta di Interconnessione di Riferimento. In particolare sono state analizzate le modalità di definizione di due parametri utilizzati nell’algoritmo di valorizzazione:

  1. il valore del parametro EPC (Erlang Per Circuito) nell’ora di punta stimato da Telecom Italia sulla porta FRIACO in misura di 0,9;
  2. la stima dei costi operativi del servizio c.d. "di struttura" proposti da Telecom Italia in misura del 12,1% dei costi di rete, ma che per i servizi di raccolta minutaria del traffico decade 7 erano stati fissati a circa il 3% del costo della raccolta SGU ed al 2% del costo della raccolta SGT, in considerazione della durata media delle chiamate e dei conseguenti minori costi di fatturazione rispetto al traffico voce.

Con riferimento alla lettera a), l’Autorità ha effettuato un’analisi per verificare l’effettiva sostenibilità di un valore di EPC nell’ora di punta pari a 0,9 sulle porte di interconnessione FRIACO, sulla base di considerazioni anche di natura statistica.

In particolare, per valutare gli impatti sulla rete e la relazione con il traffico offerto di un valore di EPC pari a 0,9 sulla porta FRIACO, sono stati calcolati la probabilità di trabocco ed il tasso di occupazione in Erlang nell’ora di punta al variare del traffico offerto.

Il principale risultato dell’analisi svolta è che il valore di 0,9 Erlang per circuito sulla porta FRIACO, pur considerando la funzionalità di trabocco, rappresenta un valore di efficienza nel dimensionamento dei flussi di interconnessione molto elevato, realizzabile solo in corrispondenza di particolari condizioni di traffico e non rappresentativo della generalità dei profili di traffico che caratterizza il totale degli operatori interconnessi.

Una prima considerazione, alla base di tale conclusione è che, già in corrispondenza di valori di EPC inferiori a 0,9, per smaltire il traffico di trabocco occorre utilizzare un elevato numero di circuiti minutari, con conseguenti incrementi di costo per l’operatore e la necessità quindi di attivare nuovi circuiti a capacità per smaltire il traffico di trabocco. L’attivazione di nuovi circuiti comporta naturalmente la riduzione del fattore EPC medio sul flusso complessivo a capacità.

L’analisi dei valori stimati per il numero di circuiti necessari per lo smaltimento del traffico di trabocco al variare del tasso di Erlang per Circuito ha mostrato che, per valori di rendimento elevati, occorre disporre di un numero elevato di canali di trabocco, anche dell’ordine di venti canali.

Oltre alle valutazioni sul traffico di trabocco e sull’effettiva convenienza economica di gestire elevati volumi di traffico su circuiti minutari, occorre considerare che rendimenti più bassi dello 0,9 si possono verificare anche nei casi di operatori che non dispongono, all’avvio del servizio, di volumi di traffico tali da conseguire uno sfruttamento ai massimi livelli di efficienza del circuito a capacità e di operatori che, in considerazione dei tempi necessari per attivare o riconfigurare circuiti di interconnessione forfetari, vogliano anticipare l’evoluzione della domanda dei propri clienti.

In base a tali considerazioni, appare evidente che solo in un numero limitato di casi un operatore potrà essere in grado di utilizzare i propri circuiti a capacità con un EPC pari a 0,9, per cui non risulterebbe giustificata l’utilizzazione di un tale valore per la valorizzazione del costo del servizio, non essendo rappresentativo di una situazione media o sostenibile nel lungo periodo.

Le precedenti considerazioni conducono a adottare un valore di Erlang per circuito di 0,8. Un tale valore, infatti, si ritiene sostenibile e stabile per gli operatori nell’ipotesi di una distribuzione probabilistica uniforme dei volumi di traffico offerto ai flussi di interconnessione a capacità. Tale scelta potrà essere rivista alla luce delle effettive rilevazioni sulle statistiche di traffico.

L’applicazione del valore di EPC di 0,8 determina la variazione dei fattori correttivi applicati nell’algoritmo di valorizzazione, come indicato nella seguente tabella:

Tabella 4 – variazione dei fattori correttivi

 

Proposto da T.I.

Modificato

SL – SGU

0,9/0,5=1,8

0,8/0,5=1,6

SGU - SGT

0,9/0,65=1,38

0,8/0,65=1,23

SGU - SGU Distrettuale

0,9/0,7=1,29

0,8/0,7=1,14

Si osserva che il valore di 0,8 sarà comunque oggetto di una puntuale rivalutazione, alla luce delle misure di traffico svolte nei primi mesi di operatività del servizio.

Con riferimento alla lettera b), l’utilizzo di un mark up del 12,1% appare sovrastimato rispetto ai corrispettivi mark up adottati da Telecom Italia per la determinazione delle condizioni economiche minutarie per la decade 7.

Si ritiene, pertanto, opportuno adottare come tetto massimo, il valore percentuale corrispondente a quello proposto da Telecom Italia per la definizione delle condizioni economiche per il traffico minutario, pari al 3,2% a livello di SGU ed al 1,8% a livello di SGT. Considerando che i costi di fatturazione e gestione del traffico hanno un impatto inferiore nel caso di offerte forfetarie rispetto a quelle a consumo, si ritiene opportuno di fissare un valore percentuale per i costi operativi non superiore al 2% di costi di rete, quale valore unico per i diversi livelli di interconnessione.

Un ulteriore elemento oggetto di analisi nella fase istruttoria è rappresentato dal valore di costo forfetario della tratta SGU-SGT utilizzato per la valorizzazione delle condizioni economiche del servizio FRIACO a livello SGT.

Come si desume dall’analisi dei valori proposti da Telecom Italia, riportati nel precedente punto 1.1, il costo di tale catena impiantistica prima dell’applicazione dei fattori correttivi è valutato da Telecom Italia in € 12.594. Tale valutazione deriva dall’ipotesi di utilizzare ciascuna tratta SGU-SGT con un volume di traffico medio di 4,13 milioni di minuti per anno. L’analisi di tale valore deve essere peraltro svolta congiuntamente a quella del dato di EPC pari a 0,65 caratteristico della stessa tratta.

Effettuando il dimensionamento delle tratte SGU-SGT con l’obiettivo di smaltire il 50% del traffico dell’ora di punta dei circuiti di accesso (dato da contabilità regolatoria 2000) e considerando un fattore di rendimento del 65%, risulta, sulla base di tali ipotesi, un numero di 26.500 tratte SGU-SGT, a fronte di circa 87.700 milioni di minuti. Tale valutazione porta all’adozione ai fini del calcolo dei costi forfetari della tratta SGU-SGT di un volume di traffico pari a 3,31 milioni di minuti per tratta, con conseguente valorizzazione dei costi a € 10.100.

Al medesimo valore di traffico si perviene applicando la formula che mette in relazione lineare il traffico in Erlang nell’ora di punta (BHE) con i volumi di traffico medi sul circuito (M), riportata nella Raccomandazione ITU.T E.506, ove il coefficiente di proporzionalità è funzione della distribuzione specifica del traffico in esame. Considerando che il traffico sulle tratte SL-SGU ha una caratterizzazione statistica equivalente al traffico sulle tratte SGU-SGT, applicando la suddetta relazione deriva che il rapporto tra i volumi di traffico in Erlang in ora di punta sulle tratte SL-SGU e SGU-SGT deve essere pari al corrispondente rapporto dei minuti medi trasportati sulle stesse tratte.

Applicando dunque il rapporto 0,65/0,5 ai minuti annui della tratta d’accesso (pari a 2,55 milioni di minuti) si ottengono gli stessi 3,31 milioni di minuti per la tratta SGU-SGT, valutati in precedenza.

La consistenza di tale valore è, infine, confermata dall’analisi dei valori di traffico utilizzati nel Regno Unito. Come si rileva dalle decisioni di Oftel6, infatti, il rapporto tra i minuti annui sulla tratta d’accesso (equivalente alla tratta SL-SGU) ed i minuti annui sulla tratta di trasporto (equivalente alla tratta SGU-SGT) è esattamente pari al rapporto tra gli EPC valutati da Oftel nell’ora di punta delle rispettive tratte, ossia 98.7=0,59/0,35*58.6. Le valutazioni qui esposte potranno essere oggetto di verifica sulla base delle effettive statistiche di traffico.

6 "Determination relating to a dispute between British Telecommunications and Worldcom concerning the provision of a Flat Rate Internet Access Call Origination product ("FRIACO")" del 15 febbraio 2001

Relativamente al costo del servizio FRIACO a livello SGU distrettuale, sono stati prospettati da Telecom Italia dei valori caratteristici della tratta SGU-SGU, valori che, stante la novità del servizio e in assenza dei parametri di riferimento della corrispondente offerta a consumo, nonché di analoghe offerte nel contesto internazionale, l’Autorità ritiene ragionevole adottare in sede di prima applicazione, per la valutazione delle condizione massime di offerta per l’anno 2001, rinviando ulteriori approfondimenti nell’ambito della valutazione dell’offerta per l’anno 2002.

Alla luce delle considerazioni sopra effettuate, l’Autorità ritiene che i valori massimi per i prezzi del servizio di raccolta forfetario per il traffico in decade 7, ai tre livelli di interconnessione richiesti, siano quelli riportati nella seguente tabella.

Tabella 5 – valori massimi di offerta aggiornati

 

Valore (senza porta di interconnessione)

Valore (inclusa la porta di interconnessione )

 

€/anno

€/anno

SGU

19.100

22.175

SGU distrettuale

26.700

29.775

SGT

31.700

34.775

Si fa osservare che i valori risultanti dall’applicazione dell’algoritmo descritto non sono comprensivi dei costi annui della porta di interconnessione prevista nell’Offerta di riferimento alla voce "kit di interconnessione", valutata indicativamente a 3.075 € annui.

Pertanto, sono stati riportati, a titolo esemplificativo, nella terza colonna della tabella 5, i livelli massimi di prezzo comprensivi dei costi della porta di interconnessione.

Qualora l’operatore richieda la trasformazione di un circuito di interconnessione a consumo attivo, per il quale ha quindi già sostenuto gli oneri di attivazione e gli eventuali anticipi sui canoni annui, non sarà tenuto a corrispondere nuovamente tali costi.

Si rileva, infine, che, con le rettifiche adottate, il differenziale di prezzo sussistente tra le offerte forfetarie ai livelli SGU ed SGT è in linea con il differenziale caratteristico dei corrispondenti valori minutari, coerentemente a quanto si riscontra dal confronto internazionale.

1.4 Il confronto internazionale

La delibera n. 25/01/CIR prevede, all’articolo 2, comma 11, che, nella valutazione dell’offerta FRIACO, l’Autorità tenga conto anche delle condizioni di offerta di servizi analoghi approvate dalle Autorità di regolamentazione di altri Paesi europei.

I valori per l’offerta FRIACO di Telecom Italia, così come modificati dal presente provvedimento, pongono l’Italia in linea con le migliori prassi europee Si nota, tra l’altro, che i valori qui esposti sono in linea con l’offerta approvata nel 2001 dall’Autorità francese ART con trabocco.

L’Autorità ritiene opportuno evidenziare che, nel confronto internazionale svolto nell’ambito della delibera n. 25/01/CIR, almeno nel caso di Francia, Spagna e Regno Unito, il prezzo indicato del servizio FRIACO è comprensivo anche del costo relativo alla porta del circuito di interconnessione.

Di seguito è riportato un prospetto riepilogativo delle offerte presenti nel panorama internazionale, aggiornato sulla base delle informazioni acquisite nel corso della valutazione dell’offerta di Telecom Italia.

Tabella 6 – confronto internazionale

SGU

ST

Regionale

Valori in €/anno

SGU

Distr.

ST

Regionale

Porta IC

Totale inclusa porta

Totale inclusa porta

Totale inclusa porta

Francia

Senza trabocco (2002)

15.600

-

30.000

inclusa

15.600

-

30.000

Con trabocco (2002)

21.000

-

38.000

inclusa

21.000

-

38.000

Con trabocco (2001)

22.000

-

42.685

inclusa

22.000

-

42.685

 

Spagna

Con trabocco (2001)

15.913

17.077

19.528

-

inclusa

15.913

19.528

-

 

Inghilterra

Senza trabocco (2002)

15.095

-

22.432

-

inclusa

18.233

25.600

-

Con A.R. pari a 1,8 (2002)

13.991

-

-

-

inclusa

17.158

-

Senza trabocco (2001)

15.986

-

23.833

-

inclusa

19.154

27.001

-

Rete intelligente

3.168

 

Italia

Con trabocco proposti da TI (2001)

23.658

33.000

43.171

-

3.075

26.733

46.246

-

Con trabocco valutati da
AGCOM (2001)

19.100

26.700

31.700

-

3.075

22.175

34.775

-

Nota: in corsivo i valori relativi all’anno 2001

2. Le condizioni tecniche

2.1 Limitazioni sui flussi a livello SGT

La limitazione, per singolo operatore, del numero di flussi attivabili a livello di SGT con il relativo criterio quantitativo appare suscettibile di criticità, in considerazione che il rapporto SGU-SGT è definito sulla base dei bacini di utenza e non della dimensione del distretto e che gli interessi di interconnessione degli operatori non saranno tutti allo stesso livello e per il medesimo autocommutatore.

Le motivazioni fornite da Telecom Italia a sostegno di tale limitazione si riferiscono alla necessità di salvaguardare l’integrità della rete, evitando un eccesso di traffico sulle tratte trasmissive SGU-SGT.

L’Autorità, pur condividendo l’obiettivo di salvaguardare l’integrità della rete, ritiene opportuno approfondire la reale necessità di porre limitazioni al numero di flussi attivabili a livello SGT, nonché la modalità di gestione di tale eventuale limitazione in maniera più flessibile. In tale ottica, se la limitazione fosse giustificata, sarebbe più corretto prevedere un eventuale contingentamento dei flussi SGT non a livello di singolo operatore, ma a livello di capacità complessiva.

L’Autorità, quindi, si riserva di valutare dopo 6 mesi dall’avvio del servizio la necessità e gli effetti di tale limitazione, con particolare riguardo al mancato soddisfacimento delle richieste degli operatori, alla luce sia dei dati di traffico rilevati nella compagna di misure disposta dalla delibera n. 25/01/CIR, sia dell’analisi delle effettive esigenze degli operatori.

2.2 Valutazione del traffico di trabocco

Come si evince dall’Offerta di Riferimento 2001 proposta, Telecom Italia effettua un monitoraggio del traffico di trabocco effettuato dagli operatori interconnessi al fine di individuare situazioni di eccessivo impatto sulla rete del fenomeno della congestione dei flussi a capacità.

A tal fine sono stati proposti alcuni parametri di misura del grado di perdita in Erlang, realizzato sui flussi a capacità in funzione del dimensionamento del flusso stesso.

Anche in merito a tali parametri relativi al traffico di trabocco, l’Autorità si riserva di valutare, sulla base delle misurazioni presentate da Telecom Italia e dagli operatori interconnessi, l’articolazione dei parametri in funzione del numero di flussi FRIACO attivati.

2.3 Disponibilità degli impianti

Relativamente alle indisponibilità prospettate su alcuni impianti di centrale (SGU ed SGT) per l’attivazione di nuovi flussi, l’Autorità prende atto delle motivazioni addotte da Telecom Italia e delle soluzioni ipotizzate dalla stessa Telecom Italia per superare progressivamente gli impedimenti.

L’Autorità ritiene necessario che Telecom Italia comunichi puntualmente lo stato delle richieste sugli impianti al momento dichiarati indisponibili e segnali il superamento della relativa situazione di criticità. Al fine di assicurare la parità di trattamento per l’attivazione di nuovi flussi su tali impianti, Telecom Italia dovrà garantire la gestione trasparente delle attivazioni sugli stessi, anche nei confronti delle richieste provenienti da fornitori di servizi controllati da Telecom Italia o da proprie divisioni.

2.4 Modalità di offerta

Con riferimento alle modalità di offerta del servizio di interconnessione forfetaria, l’Autorità ritiene necessario valutare l’opportunità che venga inserita nell’Offerta di Riferimento anche l’opzione senza trabocco.

Tale opzione viene comunemente offerta in altri Paesi europei e si ritiene che, in conformità con il principio di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto ministeriale 23 aprile 1998 - secondo il quale le condizioni di interconnessione devono essere disaggregate per servizi e per componenti ed idonee ad evitare che il richiedente debba sostenere oneri non strettamente attinenti al servizio richiesto - debba essere fornita all’operatore interconnesso l’opzione di richiedere o meno la prestazione di trabocco e che il relativo onere di dimensionamento dei circuiti sarà assunto dallo stesso operatore.

L’Autorità si riserva, pertanto, nell’ambito della prima fase di operatività del servizio, previa consultazione con gli operatori eventualmente interessati, di verificare l’opportunità di introduzione anche di una modalità di offerta del servizio di interconnessione forfetario senza trabocco, nel rispetto delle garanzie di integrità della rete.

3. Il manuale di procedure ed il Service Level Agreement

L’Autorità ritiene che le tempistiche proposte da Telecom Italia per la conversione di flussi di interconnessione esistenti tariffati a tempo in flussi FRIACO (pari a 58 o 72 giorni solari) presentino alcune criticità.

Con riferimento ai tempi proposti da Telecom Italia per la riconversione di flussi di interconnessione minutari in flussi di interconnessione forfetari, l’Autorità ritiene che essi siano eccessivi in virtù del fatto che è sufficiente un intervento di riconfigurazione degli stessi e non occorre effettuare alcun intervento impiantistico sulla rete. Le attività di riconfigurazione si ritiene possano essere svolte in un tempo massimo di 30 giorni.

Si fa osservare che oltre ai tempi di configurazione dei flussi, è necessario considerare i tempi di configurazione della numerazione in decade 7 (tra cui il nuovo routing number necessario per l’instradamento) pari, sulla base della proposta di Offerta di Riferimento di Telecom Italia per l’anno 2001, a 90 giorni solari. Le due attività non possono essere effettuate in parallelo e, pertanto, si arriverebbe ad un tempo per l’attivazione di circuiti FRIACO pari a 148 o 162 giorni solari.

L’Autorità, nell’ambito del procedimento relativo alla valutazione dell’Offerta di Riferimento per il 2001 di Telecom Italia, aveva già segnalato la criticità derivante dalla previsione di un tempo massimo di 90 giorni solari per la configurazione di numerazioni non geografiche che non richiedevano interventi in centrale, prevedendo una riduzione a 30 giorni solari.

Il tempo complessivo risultante dai valori di tempo massimo stimati per le due attività è dunque di 60 giorni.

4. Fatturazione

L’Autorità ritiene utile segnalare la necessità che le modalità di fatturazione per i servizi di interconnessione forfetaria siano analoghe a quelle previste per i servizi di interconnessione minutaria. In altre parole, la fatturazione del canone annuo per il servizio di interconnessione forfetario da parte di Telecom Italia verso gli operatori interconnessi dovrà essere ripartito su fatture mensili per il mese di riferimento, emesse da Telecom Italia in coerenza con quanto previsto dal paragrafo 3 del Manuale di procedure dei servizi di interconnessione.

UDITA la relazione del Commissario ing. Vincenzo Monaci, relatore ai sensi dell’articolo 32 del Regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorità;

DELIBERA

Articolo 1
Condizioni economiche di offerta

1. Le condizioni massime di offerta del servizio di raccolta forfetario per l’accesso ad Internet, con l’esclusione della quota relativa ai kit di interconnessione in termini di porta e circuiti, sono le seguenti:

 

Valore massimo d’offerta

 

€/anno

SGU

19.100

SGU distrettuale

26.700

SGT

31.700

Articolo 2
Condizioni tecniche di offerta

1. Si dispongono le seguenti modifiche alle condizioni tecniche di offerta del servizio di raccolta forfetario per l’accesso ad Internet:

a) previsione di tempi massimi per la riconversione dei flussi interconnessione da minutario a forfetario pari a 30 giorni solari;
b) previsione di modalità di fatturazione in analogia ai servizi di traffico commutato.

2. Telecom Italia comunica lo stato delle richieste sugli impianti attualmente dichiarati indisponibili e segnala il superamento della situazione di criticità su tali impianti.

Articolo 3
Disposizioni finali

1. Telecom Italia recepisce le integrazioni e le modifiche disposte dalla presente delibera e le pubblica nell’Offerta di Riferimento per il 2001 entro quindici giorni dalla data di notifica della delibera stessa.

2. Telecom Italia aggiorna nell’ambito dell’Offerta di Riferimento per il 2002 le condizioni economiche per il servizio di raccolta forfetario per accesso ad Internet coerentemente con l’evoluzione dei costi.

3. Ai sensi dell’articolo 3 della delibera n. 25/01/CIR, l’Autorità si riserva di rivedere le condizioni tecniche ed economiche dei servizi di raccolta forfetaria per l’accesso ai servizi in decade 7, dopo sei mesi dalla data di attivazione del servizio, con particolare riguardo ai seguenti aspetti :

a) parametri caratteristici dell’algoritmo di valutazione delle condizioni economiche;
b) parametri di controllo della qualità di servizio, con particolare riferimento ai valori di ASR e SCH;
c) parametri di limitazioni sul traffico di trabocco;
d) limitazioni tecniche relative al numero di flussi attivabili per singolo operatore a livello SGT;
e) previsione di un’ulteriore modalità di offerta del servizio di interconnessione forfettaria senza trabocco.

4. Il mancato rispetto da parte di Telecom Italia delle disposizioni contenute nella presente delibera comporta l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente.

Il presente provvedimento è notificato alla società Telecom Italia e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e nel Bollettino ufficiale dell’Autorità.

Roma, 12 marzo 2002

IL COMMISSARIO RELATORE
Vincenzo Monaci

IL PRESIDENTE
Enzo Cheli

IL SEGRETARIO DELLA COMMISSIONE
reggente Alessandro Della Gatta

 

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