
Punti qualificanti per le telecomunicazioni
- Impegno primario ad adeguare pienamente la normativa italiana alle direttive dell'Unione
Europea (90/388/CEE, 91/287/CEE, 92/44/CEE, 95/51/CE ecc.) anticipando i tempi della
completa liberalizzazione del mercato delle telecomunicazione - incluso l'accesso alle
trasmissioni via satellite - in modo da consentire il drastico abbassamento delle tariffe
e il miglioramento dei servizi.
- Separazione fra i fornitori di mezzi di comunicazione (cavi, satelliti ecc.) e fornitori
di servizi.
- Revisione immediata del più che obsoleto "Codice postale" (L. 156 29/3/73) e
aggiornamento del piano regolatore nazionale delle telecomunicazioni (DM 6/4/90).
- Eliminazione, compatibilmente con le necessità finanziarie dello Stato, della
"tassa di concessione governativa" sulla telefonia personale mobile, almeno per
le categorie che fanno uso delle telecomunicazioni mobili per servizio pubblico sociale o
per quelle che si trovano in stato di necessità (medici, personale sanitario, anziani
sopra i 70 anni, portatori di handicap)
- Durante il periodo di parziale monopolio introdurre modalità di tariffazione
differenziata per le linee di trasmissione dati amatoriali raccomandando che, in seguito,
anche i gestori privati applichino tali differenze di trattamento.
- Considerare la possibilità di indurre il gestore privato ad offrire due tipi di
abbonamenti differenti: con solo canone ed eliminazione della TUT, e "sociale":
con canone minimo e tariffa urbana a tempo.
- Emanare urgentemente un pacchetto di norme a tutela della concorrenza e del mercato
prima di procedere ad un'eventuale privatizzazione del concessionario unico STET-Telecom.
- Difendere il libero mercato contro il monopolio e "il duopolio di fatto"
abolendo gli ostacoli già più volte denunciati dall'Autorità garante della concorrenza
e del mercato.
- Limitazione della posizione dominante di Telecom Italia e Telecom Italia Mobile sino
all'assestamento della piena libera concorrenza anche impedendo al gestore pubblico di
attivare nuovi servizi avvalendosi delle strutture di loro proprietà.
- Istituire un'Autorità per le telecomunicazioni affidandole compiti di programmazione e
pianificazione applicando modelli quali l'NCB di Singapore e i progetti "National
Information Infrastructure" statunitensi e inglesi, con competenza e autorità nella
programmazione e nel controllo della concorrenza.
- Attivazione in tempi rapidi della cablatura nazionale sia tramite fornitori privati che
pubblici sino a realizzare una struttura dorsale nazionale di tipo vBNS con connessioni da
155 Mbps (OC-3) a 2,5 Gbps (OC-48) entro sei anni.
- Favorire l'introduzione di nuove tecnologie di telecomunicazione quali DECT e DCS 1800 e
di reti mobili sul modello Modacom, nonché delle future innovazioni e standardizzazioni.
- Potenziare i servizi di pubblica utilità forniti per via telematica sollecitando
Regioni ed Enti pubblici a fornire liberi accessi alle risorse disponibili. In particolar
modo devono essere potenziati i servizi informativi destinati ai giovani.
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